AULLA, 21 ottobre 2026 – Un violento incendio ha devastato, nella mattinata di martedì 20 ottobre, il coro monastico del Monastero del Cuore Immacolato di Maria e di San Giuseppe, ad Aulla. Le fiamme hanno provocato gravi danni a uno degli ambienti più significativi della struttura religiosa, luogo centrale della preghiera e della vita quotidiana delle monache clarisse.Fortunatamente, nessuna delle religiose ha riportato conseguenze a seguito dell'incendio. A rassicurare la comunità sono state le stesse monache, attraverso una testimonianza diffusa nelle ore successive all'accaduto.«Grazie a Dio, noi monache stiamo tutte bene e nessuna di noi ha riportato conseguenze dall'incendio», hanno comunicato, ringraziando le numerose persone che hanno manifestato preoccupazione e vicinanza.A intervenire per domare le fiamme sono stati i Vigili del Fuoco di Aulla, ai quali la comunità religiosa ha rivolto un sentito ringraziamento per la professionalità, la premura e la disponibilità dimostrate durante le operazioni.Il rogo ha interessato il coro monastico, un ambiente che, per chi vive nella clausura, rappresenta molto più di uno spazio destinato alle celebrazioni religiose. È infatti il luogo nel quale le monache trascorrono gran parte della loro giornata in preghiera, meditazione e adorazione.«Il fuoco ha devastato il nostro coro monastico, ma non ha spento la nostra preghiera», hanno scritto le clarisse, esprimendo il dolore per la perdita di un luogo che custodiva anni di vita consacrata, ricordi e momenti di profonda spiritualità.Particolare commozione ha suscitato quanto accaduto dopo lo spegnimento dell'incendio.Secondo quanto riferito dalle religiose, la Madre Abbadessa è riuscita a recuperare e mettere al sicuro il Santissimo Sacramento, che si trovava all'interno dell'area interessata dal rogo senza essere stato raggiunto dalle fiamme.Nello stesso ambiente era custodita anche una replica autentica dell'icona miracolosa di Nostra Signora Giglio tra le Spine, realizzata in carta e legno.Nonostante l'incendio abbia distrutto la struttura che la custodiva e consumato gli elementi circostanti, l'immagine sacra e la sua cornice lignea sono rimaste preservate dal fuoco, come testimoniato dalle monache.Una circostanza che ha profondamente colpito la comunità religiosa, la quale ha voluto raccontare quanto osservato senza avanzare interpretazioni sull'accaduto.L'icona è stata successivamente collocata accanto a una lampada accesa e ad alcuni gigli bianchi, in un gesto di devozione e raccoglimento.Nel loro messaggio le clarisse hanno espresso gratitudine anche al sindaco di Aulla, Roberto Valettini, e a Lara Malpezzi della Segreteria del Sindaco, per l'attenzione e la vicinanza dimostrate in un momento particolarmente difficile.Un ringraziamento è stato rivolto inoltre al Vescovo, alla Diocesi e alle numerose persone che, dall'Italia e dall'estero, hanno fatto arrivare messaggi di solidarietà.Particolarmente toccanti, per le religiose, sono state le parole di conforto giunte anche dal Medio Oriente, soprattutto dalla Siria e dalla Palestina, territori che le monache ricordano quotidianamente nelle loro preghiere.Il dolore per i danni subiti dal monastero si accompagna così a un sentimento di gratitudine per la solidarietà ricevuta e per l'assenza di conseguenze alle persone.La comunità delle clarisse ha ribadito la volontà di proseguire la propria missione spirituale nonostante quanto accaduto, invitando i fedeli a unirsi nella preghiera.
«Il nostro coro è stato devastato, ma la nostra preghiera continua», hanno scritto le religiose, affidando alla fede la forza necessaria per affrontare questo difficile momento.Resta il dolore per un luogo profondamente segnato dalle fiamme, ma anche la testimonianza di una comunità che, pur colpita nel cuore della propria vita contemplativa, non intende interrompere il suo cammino di preghiera e servizio.









