Trent'anni di storia, di incontri, di sfide vinte e di legami profondi. Il Centro di socializzazione di Quercia, gestito dalla Società della salute, ha celebrato un importante anniversario, un traguardo reso possibile grazie al lavoro corale di operatori, famiglie, istituzioni, volontari e di un intero territorio che in questi trent'anni ha saputo accogliere, proteggere e far crescere questa realtà. Il Centro è diventato nel tempo molto più di una struttura: è una vera e propria seconda casa, un punto di riferimento fondamentale per la Bassa Lunigiana e non solo. La celebrazione si è aperta con il saluto di Cecilia, Lina, Mara e Maurizio, operatori del Centro di Socializzazione di Quercia, personale Aurora Domus, che hanno voluto rivolgere un sincero ringraziamento a tutte le autorità presenti, ai sindaci, alla Società della Salute, ai professionisti, alle associazioni e a tutti gli amici che hanno voluto condividere questo momento fondamentale. La giornata di festa è stata l'occasione per ripercorrere le tappe di un cammino comunitario straordinario, ricordando chi ha creduto fin dall'inizio in questo progetto — come il Comune di Aulla, l'ASL, la Società della Salute e le amministrazioni locali — e chi ha lasciato un segno indelebile, come Don Roberto Turini, ricordato con profondo affetto.
Un pensiero speciale è andato ai pionieri di questa avventura, agli operatori storici e a figure chiave come Claudia Gulminelli, che con la cooperativa ha dato inizio a questa storia di tenacia e cooperazione. In trent'anni, il Centro di Quercia è stato un laboratorio vivente di inclusione e socializzazione: dai laboratori di cartapesta e riciclo, ai percorsi di ippoterapia, psicoterapia, yoga e ginnastica dolce, fino alle uscite, alle recite, ai laboratori teatrali e ai momenti di festa condivisi con le scuole e la comunità. Attività che non solo arricchiscono i ragazzi, ma abbattono ogni barriera, creando un ponte generazionale unico tra i giovani e il paese. Il successo di questa realtà poggia sull'abbraccio di una rete fittissima di solidarietà e volontariato: dall'Associazione PICCOLI PASSI, all'ANFFAS, all'AIAS, all'ANTEAS, alla Croce Rossa di Albiano, all'Associazione LE MIE RADICI di Barbarasco e alla Pro Loco di Quercia, sempre vicine con il trasporto, la cucina, il calendario fotografico e la costante collaborazione.E dopo i saluti tutti in paese per ammirare una speciale mostra fotografica che ripercorre tre decenni di volti, laboratori e crescita condivisa. La giornata è andata avanti con il pranzo in piazza offerto dalla Pro Loco Quercia d’Oro e animazione nel pomeriggio.Trent'anni dopo, guardando ai volti e alle mani di chi ha costruito e vissuto giorno dopo giorno questo spazio, resta una certezza: il Centro di Quercia è l'anima viva di questo paese. Perché, in fondo, quando ci si incontra davvero, si cresce tutti insieme.









