A coronamento del breve ma intenso ciclo di laboratorio teatrale sui Cammini Danteschi Lunigianesi, ideati dall'Archeoclub Apuo-Ligure dell'Appennino Tosco Emiliano, la classe IV della Primaria di Terrarossa e la classe II della Secondaria di Barbarasco, hanno dato corso all'evento del 29 aprile che si è svolto nella piazza sottostante il bellissimo Castello Malaspina di Tresana. In presenza del Sindaco Matteo Mastrini, che ha fattivamente collaborato e sponsorizzato l'evento, anche ottimizzando la fruibilità del luogo, dell'Avvocata Gina Maneschi, che con generosa signorilità ha messo a disposizione gli spazi del Castello, dell'Assessora alla Cultura del Comune di Licciana Nardi Lara Panvini, delle Docenti, della Dirigente Scolastica Enrica Ravioli, della Presidente dell'Archeoclub Apuo-Ligure dell'Appennino Tosco-Emiliano Angelina Magnotta, del Socio Osvaldo Sperindé, appositamente giunto da S. Stefano Magra e dei genitori, gli alunni e le alunne hanno dimostrato notevoli capacità interpretative del testo della studiosa A. Magnotta "Al tempo di Dante e Moroello. Condottieri di ventura al tempo di Dante", pubblicato con il patrocinio della Regione Toscana. Hanno inscenato "il bacio fraterno" tra Il Sommo Poeta ed il Vescovo Conte Antonio Nuvolone da Camilla a suggello della Pace tra il Casato dei Malaspina dello Spino Secco e il Presule Lunense. Decisiva la presenza del Sindaco Matteo Mastrini, sempre sensibile verso tutto quanto valorizzi la sua Terra: facendo gli onori di casa, ha donato ad alunni e docenti la spilla finanziata dal Comune di Tresana, con l'icona commemorativa dell'evento, raffigurante i simboli della collaborazione tra l'Archeoclub ed il Comune medesimo, rappresentato dal gonfalone. La studiosa Angelina Magnotta ha illustrato a braccio, citando il suo testo, il rapporto amicale, pur nella contrapposta scelta politica, fra il Sommo Poeta e Moroello nell'ambito del territorio lunigianese ed oltre, nella cornice storica dei meccanismi di potere del loro tempo. Particolarmente seguita, dato il contesto e il diffuso affetto per il Castello di Giovagallo, l'illustrazione della figura del suo signore, il marchese Moroello, unico dei Malaspina ad elevare il suo prestigio oltre i confini della Lunigiana, in ambito sovranazionale. Il pubblico ha mostrato attenzione all'esposizione delle premesse che portarono alla pace e che ruotano tutte intorno al rapporto tra Dante e Moroello, due fortissime personalità che si erano trovate insieme a Firenze nella prima adolescenza e sul campo di battaglia di Campaldino nel 1289, ove combatterono contro i ghibellini d'Arezzo. Fa da sfondo il casato dei Fieschi, rappresentato dal potentissimo cardinale Luca, fratello di Alagia e dal vescovo conte di Luni, figlio di Caracosa Fieschi cugina di Alagia. In mezzo, Dante ambasciatore e diplomatico che, con altezza d'ingegno, tesse le fila della riconciliazione, riconoscente a Moroello che gli recupera i primi sette canti dell'Inferno, lasciati a Firenze nella fuga dell'esilio.La sicurezza e il modo con i quali le classi della Scuola Primaria di Terrarossa e della Secondaria di Barbarasco hanno calcato la scena teatrale, evidenzia un lavoro meticoloso ed uno studio bibliografico preciso. Un lavoro meritevole di plauso, diretto dalla docente Marzia Zini e dalla professoressa Giorgia Moretto, con la collaborazione delle docenti delle rispettive classi.









