Nei giorni scorsi le associazioni presenti sul territorio e precisamente ISDE (Medici per l’Ambiente Sezione di Massa e Carrara) con Alberto Rutili, il Circolo Legambiente Massa e Montignoso con Francesco Rossi, il Circolo Legambiente Carrara con Paola Antonioli è l’Associazione “Amare Marina” con Dariella Piolanti e Carla Gianfranchi hanno chiesto al Dipartimento ARPAT di Massa-Carrara il miglioramento della rete di monitoraggio della qualità dell’aria in provincia. Da molto tempo in Italia si pone attenzione alla qualità dell’aria, anche con campagne di monitoraggio come quella in atto da parte di ISDE Italia. La trasmissione Report del 26/04 ha mostrato la situazione in molte città sedi di importanti attività portuali.
"Dallo stesso report annuale Arpat - scrivono le associazioni è confermato che nei due Comuni di Carrara e di Massa risultano attive e monitorate soltanto 2 centraline, in zone urbane, ma nessuna che monitori l’aria del porto di Marina di Carrara, dove insistono notevoli movimenti navali e intenso traffico di mezzi pesanti (sia per i trasporti da e verso l’esterno, sia per le stesse movimentazioni sulle banchine, oltre alle emissioni generate dai cargo attraccati) e nessuna in Zona Industriale Apuana, dove accanto a nuove attività, anche a significativa capacità di emissioni in atmosfera, permangono i «lasciti» nefasti delle vecchie industrie.
Come Associazioni del Territorio di Massa e di Carrara siamo estremamente preoccupati per i possibili effetti nocivi sulla salute delle nostre popolazioni, già gravemente provate dagli effetti dell’inquinamento delle vecchie lavorazioni, come attestato dalla permanenza nell’area apuana di un SIN e di un SIR e come attestato sul piano sanitario ed epidemiologico dallo studio Sentieri.
La nostra richiesta, quindi, è che vengano installate al più presto almeno altre due centraline per il monitoraggio della qualità dell’aria in zona Industriale, sugli assi viari principali, e in zona portuale".









