Vetri in frantumi, porte sfondate e il silenzio di una struttura lasciata completamente a sé stessa. Venerdì scorso, abbiamo assistito all’ultimo raid vandalico al campo sportivo comunale di Casette, riflesso di un territorio che sta rinunciando al proprio futuro. Non è più accettabile che un bene pubblico venga lasciato in totale abbandono da anni, sommerso dall’erba alta e dall’incuria, proprio mentre la provincia di Massa Carrara registra carenze strutturali croniche e una preoccupante debolezza nel settore dilettantistico e dello sport di base. Mentre le società e le famiglie denunciano la mancanza di spazi per far giocare i propri figli, 102° posto registrato dal calcio dilettantesco, un intero impianto viene regalato al degrado. Questa struttura non è solo un campo di calcio; potrebbe essere un punto di aggregazione vitale per la montagna. In aree geografiche costantemente minacciate dallo spopolamento, lo sport rappresenta ancora l’unica vera risorsa per far rivivere i paesi. Offrire un centro di aggregazione ai ragazzi significa toglierli dalla strada, offrendo loro un’alternativa sana alla solitudine e al più feroce individualismo, vero spettro della nostra società.
Troppo spesso certa politica riduce il concetto di sicurezza a una questione di pattuglie, vedi l’operazione “Strade sicure” denunciata da noi giusto qualche giorno fa. La vera sicurezza, ribadiamo nuovamente con forza e convinzione, è un’altra cosa: significa prendersi cura del proprio tessuto sociale. Un presidio sportivo curato e frequentato è la prima arma per combattere il vandalismo; un luogo abbandonato, invece, lo attrae e lo giustifica, trasmettendo un messaggio di resa da parte delle istituzioni.Le istituzioni, provinciali e comunali, devono dare una risposta immediata. Ricostruire questi spazi significa restituire dignità alla montagna e investire sulla sicurezza più importante: quella dei nostri giovani.









