Ennesima vergognosa performance delle truppe da social carrarine, che devono presiedere il territorio in cui sono servi del loro partito e che, visto il livello di bassezza a cui sono arrivati, probabilmente devono trovarsi in grave allarme. Gli articoli relativi alla conferenza stampa della lista Civica che concorrerà alle prossime elezioni amministrative di Carrara, nella quale ci sono i consiglieri Maria Mattei, Massimiliano Bernardi e Simone Caffaz insieme al presidente della Consulta Giovani, Lorenzo Borghini sono stati l'occasione, per le suddette truppe, di sfogare tutto il becero peggio di sè, dando prova della solita violenza verbale e totale mancanza di rispetto che contraddistingue il loro concetto di democrazia, che è sempre intesa col culo degli altri. Sono fioccati insulti personali nei confronti di Caffaz, Bernardi e anche del giovane Borghini, che si affaccia per la prima volta sulla scena politica locale, che rivelano moltissimo della deriva di una certa parte politica e anche dei tristi tempi che viviamo. "Panzone pedofilo" riferito a Caffaz e 'Rinnegato decerebrato' riferito a Bernardi, in una serie di commenti orchestrati apposta per aizzare la risposta più trucida degli ignoranti e degli ottusi proni al partito, sono veri atti di violenza, che caricano gli animi di persone con molta poca capacità critica e misura e che concorrono, purtroppo a creare quel clima di odio virtuale, che arma, sempre più spesso, le braccia di troppe teste vuote che hanno bisogno di un qualsiasi motivo per picchiare qualcuno. Il peggiore modello comportamentale che si possa dare a generazioni già fortemente penalizzate da ignoranza e superficialità croniche. Decisamente il peggior modo di fare e di intendere la politica, portandola solo al livello degli insulti da ultras. Simone Caffaz ha commentato l'accaduto e annunciato, insieme a Bernardi, l'intenzione di procedere per vie legali contro i responsabili: "La conferenza stampa di mercoledì scorso, con cui abbiamo presentato il nostro progetto civico, ha registrato un riscontro molto positivo: partecipazione, condivisione e grande attenzione anche da parte dei giornali online. Un segnale chiaro dell'interesse che c'è in città attorno ai temi che abbiamo proposto.Abbiamo scelto consapevolmente toni sobri, senza attacchi personali né polemiche. Eppure è bastato questo per scatenare, ancora una volta, un'ondata di aggressività sui social: una ventina di persone, a cui si aggiungono diversi profili fake, in gran parte riconducibili all'area dell'amministrazione comunale, hanno dato vita a una reazione violenta e organizzata.Non è confronto politico: è una forma di squadrismo mediatico che si nasconde dietro una tastiera ma mantiene la stessa violenza e cattiveria di sempre. Se io e Massimiliano Bernardi abbiamo ormai le spalle larghe, non possiamo non esprimere dispiacere e solidarietà per Maria Mattei e Lorenzo Borghini, bersagliati con attacchi personali tanto gratuiti quanto inaccettabili.Nelle ultime ore, la situazione è ulteriormente degenerata. Una persona ben nota per la sua attività diffamatoria — iscritta al Partito Democratico dopo un passato in Forza Italia e oggi nominata rappresentante della città in un'azienda pubblica sovracomunale — ha pubblicato un post colmo di insulti e accuse deliranti nei confronti miei e di Massimiliano. A questo si è aggiunto il commento di un'altra figura altrettanto nota, che in passato è arrivata ad augurarmi "una malattia mentale gravissima e incurabile anche se non letale" e che anche questa volta ha superato ogni limite addirittura accusandomi di pedofilia (pubblico in allegato lo screenshot).
Si tratta di persone con rapporti evidenti con il potere politico cittadino. Ed è proprio questo uno degli aspetti più rilevanti: la stretta vicinanza — in alcuni casi persino familiare — tra chi alimenta questo clima e chi ricopre ruoli di vertice, salvo poi indignarsi pubblicamente per una vignetta satirica o partecipare a incontri istituzionali contro la violenza con dichiarazioni di principio.C'è una contraddizione evidente tra le parole e i comportamenti. Perché mentre si condannano genericamente episodi di violenza, si tollera — quando non si legittima — un clima che nulla ha a che vedere con un confronto politico sano. Gli adulti, soprattutto chi ha responsabilità pubbliche, dovrebbero dare l'esempio. E questo esempio, purtroppo, è mancato.Chi mi conosce sa che il mio impegno nasce dalla volontà di costruire un'alternativa e che ho sempre inteso il confronto politico come duro ma rispettoso. Devo però ammettere che la violenza degli ultimi episodi mi ha profondamente colpito. Per questo motivo agirò, insieme a Massimiliano, nelle sedi opportune a tutela della mia persona. Ma, al di là degli aspetti personali, resta una questione più generale che riguarda la qualità del dibattito pubblico e il clima che si respira in città. Su questo crediamo sia giusto aprire una riflessione seria, che vada oltre i singoli episodi. Noi continueremo, con determinazione, il nostro percorso".
Gravissimi insulti personali sui social contro i membri della Lista Civica: il modo di di una certa parte politica di intendere la democrazia
Scritto da Vinicia Tesconi
Cronaca
18 Aprile 2026
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