Dopo otto anni di amministrazione Persiani, Massa ha bisogno di aprire una discussione seria e concreta sul proprio futuro. Negli ultimi anni abbiamo assistito alla crisi del commercio di vicinato, alla chiusura di numerose attività, all'espansione della grande distribuzione, alle difficoltà del centro storico, ai problemi di viabilità e manutenzione e a un turismo che continua a non esprimere pienamente le enormi potenzialità del nostro territorio. Sul commercio serve una vera politica per i negozi di vicinato. Il Comune dovrebbe costruire un piano pluriennale che preveda agevolazioni sui tributi comunali per le nuove aperture e per le attività che investono, contributi per il pagamento degli affitti dei fondi sfitti, incentivi per il recupero dei locali inutilizzati e sostegno alle botteghe storiche e alle attività artigiane. Occorre inoltre creare un Distretto del commercio e del centro storico, mettendo intorno allo stesso tavolo Comune, commercianti, associazioni di categoria e proprietari degli immobili. L'obiettivo deve essere riportare attività nei fondi sfitti, coordinare iniziative ed eventi, migliorare il decoro e rendere il centro più attrattivo e frequentato durante tutto l'anno. Il centro storico va quindi considerato come un progetto unitario, nel quale commercio, cultura, turismo, sicurezza, parcheggi, mobilità e qualità urbana siano affrontati insieme. Anche la viabilità deve essere ripensata in questa prospettiva, con una migliore organizzazione della sosta, collegamenti più efficienti tra centro, Marina e montagna, percorsi ciclabili realmente connessi e un trasporto pubblico più funzionale anche per le frazioni e i paesi a monte. La manutenzione deve tornare una priorità. Strade, marciapiedi, illuminazione, verde pubblico, pulizia e arredo urbano non sono aspetti secondari: incidono direttamente sulla qualità della vita, sull'attività commerciale e sull'immagine della città. Sul turismo, invece, Massa deve cambiare prospettiva. Non possiamo limitarci alla stagione balneare. Abbiamo Marina, Poveromo e Partaccia, ma anche il centro storico, i paesi a monte, le Apuane e un patrimonio storico, culturale e paesaggistico che può essere valorizzato molto di più. Serve quindi una politica turistica capace di mettere in rete mare, montagna, cultura, enogastronomia e turismo all'aria aperta, con itinerari integrati, una promozione coordinata, eventi distribuiti durante tutto l'anno e iniziative capaci di favorire la destagionalizzazione. Anche le grandi trasformazioni urbanistiche devono essere inserite dentro una visione complessiva della città. La nuova Questura prevista a Camponelli, la Casa di Comunità di via Carducci e la variante dell'ex Olivetti-Synthesis sono interventi destinati a incidere sul futuro di Massa e, proprio per questo, richiedono un confronto serio con cittadini, categorie economiche, professionisti e parti sociali. Massa non può essere governata attraverso una somma di interventi separati. Ogni scelta deve essere valutata anche per le conseguenze che produce sulla viabilità, sui servizi, sul commercio e sulla qualità urbana. Per questo proponiamo un tavolo permanente per il futuro di Massa, con Comune, categorie economiche, professionisti, associazioni, parti sociali e rappresentanti dei cittadini, chiamati a confrontarsi su obiettivi concreti: commercio, lavoro, centro storico, turismo, mobilità, manutenzione e rigenerazione urbana. Massa ha risorse che possono diventare una straordinaria opportunità di sviluppo. Serve però una strategia capace di metterle in rete.
La critica, da sola, non basta. Serve un progetto.
Un progetto che rimetta al centro il lavoro e il commercio di vicinato, recuperi il centro storico, migliori la qualità urbana, colleghi realmente mare e montagna e trasformi il turismo in una leva di sviluppo durante tutto l'anno.
Massa ha bisogno di cambiare passo. E per farlo servono una visione chiara, scelte concrete e un confronto vero con la città.









