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Scritto da Redazione
Cronaca
15 Maggio 2026

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Il nuovo assessorato alla pace creato dal sindaco Serena Arrighi non ha mancato di sollevare perplessità e polemiche. Ecco la riflessione del consigliere della Lista Civica Massimiliano Bernardi: "Un nuovo assessorato, una nuova delega e un polverone politico che si solleva immediato. Il sindaco Arrighi, ha annunciato ufficialmente l’istituzione dell’assessorato alla Pace, affidandone la guida direttamente al vicesindacao del Partito Democratico, Roberta Crudeli. Una mossa presentata dalla giunta come un passo avanti per la promozione del dialogo e della non-violenza sul territorio, ma che a molti è apparsa immediatamente come una gigantesca operazione di facciata, totalmente scollegata dalle reali urgenze che infiammano le strade della città, ormai fuori controllo. Infatti mentre la giunta pianifica tavoli istituzionali sulla "Pace globale", la cronaca quotidiana racconta una realtà ben diversa fatta di violenza diffusa, criminalità e degrado urbano. Da mesi i residenti denunciano una situazione ormai insostenibile in tre punti chiave del territorio. Avenza: teatro di una preoccupante escalation di liti violente, dove gli alcolici fanno da detonatore a risse a colpi di tavoli e bottiglie volanti, lasciando i residenti prigionieri della paura. Marina di Carrara con la zona della movida si trasforma con troppa frequenza in un ring a cielo aperto, dove la microcriminalità e la malamovida giovanile sfociano in veri e propri scontri fisici, a volte persino contro le forze dell'ordine intervenute per sedare gli animi. Piazze storiche come Piazza Matteotti e i vicoli del centro storico della città sono ormai ostaggio dello spaccio di stupefacenti, dei furti e di regolamenti di conti. Una vera deriva vedere la politica della Arrighi e del PD concentrarsi sulla creazione di un assessorato "ideologico", mentre le frazioni diventano terreni di risse e sangue. Piuttosto che investire in telecamere, pattugliamenti della Polizia Municipale ed interventi concreti per la sicurezza interna, si preferisce spendere tempo prezioso in burocrazia immateriale. Le famose scatole vuote e il sospetto della propaganda del PD che, ormai da mesi, ha cominciato la campagna elettorale per Arrighi bis. Dal punto di vista pratico, questa nuova delega non dispone di un portafoglio autonomo, né di capitoli di bilancio capaci di ripulire le strade o arginare la delinquenza. Le funzioni annunciate – come la creazione di un "Tavolo della pace" e di una futura "Consulta" – non sono altro che sovrapposizioni burocratiche di compiti che già oggi spetterebbero (e a costo zero) agli assessorati alle Politiche Sociali. È dunque impossibile non leggere questa mossa in chiave squisitamente politica e temporale, infatti il centrosinistra locale sembra voler blindare il proprio elettorato rispolverando i grandi classici della retorica progressista e la "Pace" diventa così un brand da esibire, un bollino etico utile a fare propaganda per distogliere l'attenzione dei cittadini dalle criticità quotidiane e dai fallimenti sul fronte della sicurezza urbana. Chi critica questa scelta non contesta il valore universale della pace, ma l'uso strumentale e ipocrita che ne fa la politica. Assegnare una delega così altisonante al vicesindaco dem Roberta Crudeli, sa più di equilibrismo interno alla maggioranza e di posizionamento d'immagine, che di reale servizio al cittadino. In conclusione, l'assessorato alla Pace rischia di passare alla storia locale come l'ennesimo ufficio del "nulla cosmico": tanta narrazione, zero risorse per la sicurezza e il sospetto, sempre più forte, che la caccia al voto per le prossime elezioni sia ufficialmente aperta sulla pelle dei carrarini. Perché viene considerato "il nulla" perché non ha nessun potere legislativo: Un comune non ha alcuna influenza sui conflitti internazionali o sulla geopolitica, perché vi è una sovrapposizione di ruoli. Le attività di inclusione e dialogo sociale rientrano già nei classici assessorati alla Cultura, al Sociale o alla Pubblica Istruzione".

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