Il Seravezza Calcio e il mister Cristiano Masitto si stringono attorno ai familiari di Giacomo Bongiorni, ucciso a Massa nella giornata di domenica da alcuni giovani, davanti al figlio. La società ha affidato al mister Masitto il compito di trasmettere un messaggio di responsabilità rivolto all’intera comunità, in particolare nei confronti dei più giovani:
“Ci tenevo a parlare di quanto accaduto a Massa in questi giorni – commenta il mister –. Avrei voluto farlo già dopo la partita con il Siena, ma non avevo ancora un quadro chiaro della situazione. Si tratta di un fatto gravissimo, che sento ancora più vicino anche nel mio ruolo di padre ed educatore. Quanto successo mi ha profondamente colpito: vedere immagini di uno di questi ragazzi in abbigliamento sportivo mi ha fatto riflettere. Credo che, ogni tanto, dovremmo saper mettere da parte i ruoli di allenatore, giornalista o dirigente, per tornare a essere prima di tutto cittadini, chiedendoci cosa possiamo fare, concretamente, per prevenire ciò che accade intorno a noi.
Non è semplice, e non spetta a noi fornire soluzioni definitive, perché il problema è complesso. Tuttavia, è evidente una difficoltà, da parte di alcuni giovani, nel riconoscere ruoli e autorità: uno smarrimento che contribuisce a episodi come questo. I nostri ragazzi sono gli uomini di domani. Ognuno di noi, per quanto può, ha il dovere di far sentire la propria voce. Accanto agli impegni sportivi, che restano importanti, c’è il nostro ruolo all’interno della società, dove rischiamo di perdere valori fondamentali”.
“Il Seravezza vuole essere più di una semplice società sportiva:”, conclude mister Masitto, “desidera essere una realtà viva, capace di incidere nel tessuto sociale. Per questo sentiamo la responsabilità – io come allenatore della prima squadra, ma anche tutti gli altri, come padri ed educatori – di affermare con forza i valori dello sport, del rispetto e della vita. Non solo attraverso le parole, ma anche assumendoci, per quanto possibile, delle responsabilità concrete per riaffermare regole e aiutare i giovani a ritrovare la strada. Ognuno di noi, nel proprio lavoro e nella propria vita, deve contribuire a costruire un senso civico condiviso, capace di diffondersi, poco a poco, in ogni ambito e verso ogni ragazzo.”









