"A Massa è successa una tragedia. La risposta immediata è stata il divieto di vendita di alcol in vetro dopo le 20, la chiusura dei locali anticipata, l’istituzione di zone rosse. Una città deserta e spenta, attraversata soltanto da volanti e luci blu. Ma davvero questa è una risposta?", scrive Spazio Sociale Apuano La Staffetta.
"Noi crediamo di no. Repressione e chiusure non affrontano la radice del problema, non spiegano perché un uomo possa essere ucciso una sera qualunque nel centro città. Non interrogano una società che sta perdendo il valore della vita e che sempre più spesso risponde con la violenza, perché non ha strumenti educativi e sociali per fare altro. Il centro storico è ormai asservito ad una movida puramente mercificata, dove la socialità coincide quasi esclusivamente con il consumo. Bere, comprare, passare oltre.
Le strade sicure non sono quelle controllate da sempre più forze dell'ordine: sono quelle vissute. Attraversate da generazioni diverse, abitate da relazioni, da confronto, da cultura. Questa tragedia non è un caso isolato, è il sintomo di un tempo che ci espone costantemente a violenze normalizzate: genocidi, massacri, abusi che scorrono davanti ai nostri occhi senza conseguenze. In questo contesto, le nuove generazioni crescono senza modelli solidi, tra isolamento sistemico e mancanza di luoghi reali di incontro, scambio e crescita.
E mentre si invocano più controlli e più repressione, nessuno parla di un modello sociale che sottrae tempo alla cura. Famiglie costrette a lavorare sempre di più per sostenere affitti, bollette e precarietà, genitori assenti non per scelta ma per necessità. Se un sistema lascia sempre meno spazio all’educazione, all’ascolto e alla costruzione di relazioni sane, non può poi stupirsi della solitudine e della rabbia che produce. Manca una comunità educante e mancano spazi liberi dalla logica del profitto. Manca l’idea che lo spazio pubblico sia qualcosa di cui prendersi cura insieme, e non un luogo anonimo che, proprio perché è di tutti, finisce per non essere di nessuno.
È anche per questo che è nato lo Spazio Sociale Apuano La Staffetta.
Per costruire un luogo di discussione, confronto e presenza attiva. Per provare ad arginare una deriva che non può essere trattata come un episodio isolato, ma va riconosciuta per quello che è: il segnale di una società che ha bisogno di essere ricostruita, a partire dalle relazioni. Avevamo già provato a dirlo con uno striscione, rimosso prontamente dalle forze dell’ordine. Quando si tratta di censurare il dissenso, l’efficienza non manca mai; quando invece si tratta di affrontare le cause profonde del disagio sociale, la politica sceglie scorciatoie repressive. Ancora una volta guardano il dito invece della luna.
Lo Spazio Sociale Apuano La Staffetta è uno spazio autogestito nato a Massa per promuovere socialità, cultura, mutualismo e partecipazione politica dal basso. Un luogo aperto alla città, costruito attraverso pratiche collettive, eventi culturali, momenti di confronto e iniziative sociali".
Carmen Federico









