"Mentre la giunta Arrighi e le sue forze di maggioranza affidano ai comunicati la propria "sensibilità ecologica", la realtà che i cittadini vivono ogni giorno è ben diversa: alberi abbattuti, cantieri che stravolgono il territorio e una gestione del verde che appare sempre più paradossale": parte così l'analisi del consigliere della Lista Ferri Filippo Mirabella sugli ultimi annunci sul verde urbano dell'amministrazione carrarese di Serena Arrighi. "Sentir parlare di "centinaia e centinaia di piante" senza fornire un quadro chiaro sui numeri veri e sullo stato di salute di questi alberi, è pura fantapolitica - continua Mirabella - Nel 2024 l'assessore Lorenzini aveva annunciato un Piano del Verde da 556 mila euro, per l'acquisto e la piantumazione di 200 nuovi alberi, necessari per compensare gli oltre 1.100 a abbattuti dal devastante fortunale dell'agosto 2022. Il piano prevedeva di attingere ai fondi ministeriali per l'adattamento ai cambiamenti climatici. Chiedo: sono ancora a disposizione questi finanziamenti? Sono anni che assistiamo alla riproposizione degli stessi annunci: si prendono i soliti 200 alberi promessi dai fondi ministeriali e li si ripropone a mezzo stampa a mesi alterni come se fossero ogni volta interventi nuovi. I numeri disponibili, però, sembrano indicare una situazione diversa. A settembre 2025 viene annunciato l'avvio del cantiere da 300 mila euro gestito da Nausicaa per le prime 74 palme (della specie Washingtonia robusta) in viale Colombo, viale Vespucci e piazza Menconi. A fine anno veniva inoltre annunciato un piano per altre 120 alberature lungo viale XX Settembre. Ma i cittadini chiedono «Ma dove sono queste alberature?» Nella Pineta di fronte a Imm-CarraraFiere per intervenire sulle criticità del patrimonio arboreo, il piano gestito da Nausicaa prevedeva un ripopolamento boschivo mirato. Le specie selezionate erano 98 pini domestici, 32 pini d'Aleppo e 62 lecci (Quercus ilex), ma al momento della piantumazione il numero appariva inferiore a quello annunciato e molte piante risultavano fuscelli alte circa 30 centimetr E che fine hanno fatto i lecci annunciati nel piano? Che dire poi delle alberature di viale XX Settembre? L'appalto prevedeva ben oltre 120 nuove piante, un mix eterogeneo di specie caducifoglie e sempreverdi, pensato per resistere all'inquinamento stradale: tigli, lecci, bagolari (Celtis australis) e aceri. Chiediamo alla maggioranza di indicare dove siano state messe a dimora le alberature annunciate. Nello specifico, in via Werther Cacciatori il Piano del Verde aveva previsto la messa a dimora di circa 15 alberi appartenenti alla specie Cercis siliquastrum, conosciuti come alberi di Giuda, alternati ad essenze arbustive resistenti al clima. Oggi ne sono sopravvissuti pochi (vedi foto), mentre gli altri, ad uno ad uno, sono seccati, sollevando interrogativi sulla manutenzione e sull'irrigazione post-impianto. È questa l'idea di città "più verde" del PD? Chiamare "riqualificazione" questo tipo di interventi è un'offesa all'intelligenza dei cittadini che pagano le tasse. La maggioranza poi vanta futuri interventi anche alla salita di San Ceccardo e nel centro storico, dimenticando di dire che fino ad oggi l'unica misura concreta adottata è stata il taglio impattante delle piante esistenti, con il risultato ad opinione di molti, di impoverire il patrimonio arboreo e cancellare progressivamente l'identità verde della città. Sui progetti strategici e la pianificazione, poi, la narrazione della maggioranza entra in contraddizione proprio sul Masterplan, costato 156 mila euro e affidato ai primi del 2025 all'architetto Alfonso Femia. Oggi viene rispolverato e presentato come se fosse una novità. Il Masterplan avrebbe dovuto essere lo strumento di indirizzo preventivo, da attuare prima di calare sul territorio i progetti del PNRR e del Bando Periferie! E invece prima era stato deciso di aprire i cantieri e poi proporre il Masterplan, evidenziando una significativa carenza di visione urbanistica. Due parole anche sul rifacimento di via Verdi: la maggioranza attribuisce le responsabilità al passato per giustificare un progetto esecutivo nel quale non ha saputo integrare il verde pubblico reale, limitandosi a soluzioni di forma che si scontrano con le reali esigenze ambientali e idrogeologiche della zona. Chiediamo al Sindaco Arrighi e alla sua maggioranza di abbandonare una comunicazione politica basata prevalentemente su annunci e proclami. La città non ha bisogno di annunci ad orologeria e di inviti per "affacciarsi dal ponte di via Elisa". I cittadini chiedono trasparenza e un censimento pubblico, chiaro e verificabile con il numero esatto degli alberi piantati dal 2023 ad oggi, la localizzazione precisa e la percentuale di piante effettivamente sopravvissute. E il resto della città? Annunci a ripetizione e risultati che, allo stato attuale, appaiono drammaticamente insufficienti. Fino a quando non ci saranno risposte e schede tecniche trasparenti, quella della giunta Arrighi sul verde continuerà ad apparire per quello che è: una rappresentazione dei numeri che non sembra trovare adeguato riscontro nella realtà del paesaggio e del verde pubblico.
Verde urbano e proclami, la maggioranza tra annunci, piante secche e un masterplan fuori tempo: l’analisi del consigliere Mirabella
Scritto da Redazione
Cronaca
05 Settembre 2026
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