Venerdì 28 agosto alle 21, al mudaC | museo delle arti Carrara si terrà il finissage di White Carrara 2026- Design Lives in the City e della mostra Legami: Ties That Bind di Mikaeyel Ohanjanyan. Nell'occasione saranno presentati i cataloghi delle due importanti iniziative culturali organizzate dal Comune di Carrara, in collaborazione con vari partner e enti.White Carrara, in corso fino al 30 agosto nel centro storico di Carrara, è l'appuntamento annuale che immerge la città nel design contemporaneo, riafferma il legame indissolubile tra la città e il suo materiale identitario, il marmo, esplorando al contempo nuove forme di pratica artistica e progettuale, con oltre 30 opere firmate da designer internazionali e realizzate grazie alla maestria e alle tecnologie avanzate messe in campo da laboratori e aziende locali del settore lapideo, accompagnate da nuove collaborazioni istituzionali e imprenditoriali. Un'esposizione che contribuisce alla definizione di una nuova geografia urbana destinata a permanere nel tempo, trasformando il centro storico in un sistema museale diffuso e in un laboratorio di sperimentazione sullo spazio pubblico.La manifestazione è promossa e prodotta dal Comune di Carrara, Città Creativa UNESCO e Capitale Toscana dell'arte contemporanea 2026, con il patrocinio di Regione Toscana e ADI Toscana, in compartecipazione con la Camera di Commercio Toscana Nord-Ovest, in collaborazione con Internazionale Marmi e Macchine CarraraFiere Spa, Nausicaa, Marmomac, l'Ordine degli Architetti di Massa Carrara e la rivista Platform, e con il sostegno della Fondazione Marmo in qualità di main sponsor.
Il catalogo 'Design Lives in the City' (editore Tipografia Mori, Massa) è a cura di Domenico Raimondi, con testi, tra gli altri, della sindaca di Carrara Serena Arrighi, dell'assessore alla cultura Gea Dazzi e del direttore artistico Domenico Raimondi.Attraverso cinque sculture in marmo concepite come un'unica monumentale installazione, la mostra Mikayel Ohanjanyan 'Legami: Ties That Bind', curata da Christopher Atamian e Tamar Hovsepian, è visitabile al mudaC fino al 30 agosto. Si concentra sugli elementi chiave della ricerca più recente dell'artista: i legami intesi come connessione, memoria storica e resilienza, rappresentati da lavori che parlano di identità, tempo e relazioni umane. Le cinque sculture in marmo, legate da cavi d'acciaio inossidabile, esplorano i temi della connessione, della tensione, della memoria e della resilienza. Il marmo, spesso inteso come materiale simbolo di permanenza, si trasforma in qualcosa di vulnerabile e relazionale. L'atto del legare diventa al tempo stesso fisico e metaforico, evocando i legami che uniscono gli individui tra loro, alla storia e ai luoghi.
L'esposizione è promossa dal Comune di Carrara e prodotta dal mudaC ǀ museo delle arti Carrara con il contributo all'artista di AGBU Armenian General Benevolent Union, Patrick Bahadourian e Patrick & Ani Sarkissian. Si ringraziano inoltre per la sponsorizzazione tecnica Kooling e Tenax SpA.Il catalogo presenta testi di Christopher Atamian e Tamar Hovsepian, Cinzia Compalati, Gea Dazzi e 'Breve conversazione tra Federico Mussa e Mikayel Ohanjanyan' (Editore Tipografia San Marco, Lucca). La realizzazione della mostra e del catalogo sono state possibili grazie al generoso sostegno di persone e organizzazioni che credono nell'importanza di mettere le pratiche artistiche contemporanee in dialogo con lo straordinario patrimonio materiale e culturale di Carrara. La loro generosità e il loro sostegno sono stati fondamentali per la realizzazione di questo progetto e della relativa pubblicazione.









