CASTELPOGGIO – Ci sono progetti che si possono raccontare attraverso i numeri e altri che, dietro quei numeri, raccontano soprattutto le persone. Il Percorso di Facilitazione Digitale realizzato a Castelpoggio appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Cinque incontri, quindici ore complessive di formazione, dieci partecipanti presenti a ogni appuntamento e dodici persone complessivamente raggiunte sono i dati che descrivono un'esperienza che, però, ha prodotto un risultato molto più importante: la possibilità per tante persone di guardare alla tecnologia con maggiore fiducia, consapevolezza e autonomia.Il percorso, promosso dalla Pro Loco Castelpoggio con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara e realizzato dal Facilitatore Digitale Nicola Orlandi, è nato da un'esigenza sempre più evidente anche nelle comunità locali: in una società nella quale molti servizi, informazioni e opportunità passano ormai attraverso Internet e strumenti digitali, non conoscere la tecnologia può significare rischiare di rimanere ai margini.È proprio da qui che nasce il significato più profondo dell'iniziativa. L'idea, richiamata anche nella comunicazione del progetto, è quella di una nuova alfabetizzazione. Se ieri Alberto Manzi accompagnava le persone nell'apprendimento della lettura e della scrittura, oggi l'alfabetizzazione passa anche dalla capacità di comprendere e utilizzare smartphone, Internet, identità digitali e servizi online. Non si tratta semplicemente di imparare a premere un pulsante, ma di acquisire gli strumenti per vivere pienamente il proprio tempo. A Castelpoggio questo principio è diventato concreto attraverso un percorso costruito passo dopo passo. Si è partiti dalla conoscenza dello smartphone e delle sue principali funzionalità, affrontando le difficoltà più comuni e lavorando direttamente sui dispositivi utilizzati quotidianamente dai partecipanti. Da lì il percorso è entrato nel tema della sicurezza, della navigazione consapevole e del riconoscimento delle fake news, affrontando anche il problema delle truffe online, del phishing e della protezione dei dati personali.Il terzo appuntamento ha portato il gruppo nel cuore della cittadinanza digitale, con l'approfondimento dell'identità digitale e degli strumenti che consentono di accedere ai servizi online, come SPID, Carta d'Identità Elettronica e Carta Nazionale dei Servizi. L'obiettivo era rendere più comprensibili quei sistemi che, per molte persone, possono apparire complessi e lontani, ma che sono ormai indispensabili per rapportarsi con la Pubblica Amministrazione e con numerosi servizi della vita quotidiana.Il quarto incontro ha introdotto la piattaforma Link Start, offrendo ai partecipanti uno strumento per continuare a sviluppare competenze e autonomia anche oltre le giornate del corso. Infine, il quinto e ultimo appuntamento è stato dedicato all'Intelligenza Artificiale, affrontata non soltanto dal punto di vista tecnologico, ma anche attraverso una riflessione sul rapporto tra innovazione, persona, responsabilità ed etica.Ed è proprio questo equilibrio tra tecnica e umanità ad aver caratterizzato l'intero progetto. Perché insegnare il digitale non significa soltanto spiegare una procedura. Significa soprattutto ascoltare chi ha paura di sbagliare, avere la pazienza di ripetere, comprendere le difficoltà individuali e accompagnare ogni persona verso un'autonomia possibile.Il vero risultato del percorso, dunque, non è soltanto che un partecipante abbia imparato a utilizzare una determinata funzione dello smartphone o ad accedere a un servizio online. È il passaggio dal "non sono capace" al "provo a farlo". È la fiducia che nasce quando una persona scopre di poter comprendere uno strumento che fino a poco prima sembrava complicato.
Anche i numeri confermano la forza dell'esperienza. Dieci partecipanti hanno seguito tutti e cinque gli incontri, mantenendo una continuità del 100 per cento sul gruppo stabile. Complessivamente le persone raggiunte sono state dodici, con un'età compresa tra i 50 e gli 80 anni. I partecipanti sono arrivati da Castelpoggio, Gragnana, La Fabbrica, Stadio e Marina di Carrara, a conferma di una domanda di formazione che supera i confini della sola frazione.La partecipazione costante rappresenta probabilmente uno degli indicatori più significativi dell'efficacia dell'iniziativa. Non è scontato chiedere alle persone di dedicare cinque mattinate consecutive alla formazione, soprattutto quando si affrontano argomenti che possono inizialmente generare insicurezza. Il fatto che il gruppo abbia mantenuto una presenza costante dimostra invece che il percorso è riuscito a costruire interesse, fiducia e senso di appartenenza.Un risultato che acquista ancora maggiore valore se si considera la dimensione sociale dell'iniziativa. La sede della Pro Loco non è stata soltanto un'aula, ma un luogo di incontro, confronto e relazione. Le domande, le difficoltà e le soluzioni sono diventate occasioni di apprendimento condiviso. In questo senso il digitale, anziché allontanare le persone, è diventato uno strumento per creare nuove relazioni e rafforzare il senso di comunità.
Il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara ha avuto un ruolo fondamentale nel rendere possibile questa esperienza, consentendo di proporre gratuitamente un'attività formativa di valore e accessibile alla comunità. La Pro Loco Castelpoggio ha messo a disposizione il proprio spazio e la propria funzione di presidio sociale del territorio, mentre il lavoro del facilitatore Nicola Orlandi ha unito competenza tecnica, capacità didattica e attenzione alle persone.Al termine del percorso, però, la valutazione più importante arriva direttamente dai partecipanti. Il giudizio espresso è stato di totale apprezzamento per un'attività considerata importante sotto il profilo sociale, educativo e inclusivo, accompagnato dall'auspicio che l'esperienza possa proseguire. Il mondo digitale continuerà a cambiare e nuove tecnologie entreranno sempre più nella vita quotidiana. Ma una cosa non dovrebbe cambiare mai: la possibilità per ogni persona di sentirsi parte del proprio tempo. E forse è proprio questo il messaggio più bello che il progetto lascia alla comunità: non è mai troppo tardi per imparare, non è mai troppo tardi per mettersi in gioco e non è mai troppo tardi per sentirsi parte del futuro. Il digitale è per tutti. E nessuno deve rimanere indietro.