Da sempre il cliché vuole che gli italiani siano, tra le altre cose, un popolo che ama divertirsi. Un tempo questa convinzione era avallata da alcuni riti ai quali più o meno si aderiva in tutte le famiglie italiani, come il gioco della schedina la domenica. Il gioco pubblico si associava all’opportunità di poter dare una svolta alla propria vita, attraverso una vincita importante.
Stando a quanto riportato di recente dall’Osservatorio sul gioco pubblico di Swg e Brightstar emerge che in Italia oggi, rispetto ad altri Paesi europei, vige una maggiore attenzione a quelli che sono i rischi legati al gioco. È interessante notare, poi, che in caso di vincita la percentuale più alta di intervistati dichiara che preferirebbe conservarli per far fronte a spese impreviste.
Accanto a questa nuova visione del gioco c’è anche in parallelo un modo inedito di approcciarsi ad esso. Proprio i nuovi canali di fruizione dell’intrattenimento incidono inevitabilmente sulle abitudini dei giocatori. Se da un lato l’accesso è a portata di smartphone, e dunque più veloce ed immediato, dall’altro vi è per questo anche la possibilità di giocare più consapevolmente.
Le notifiche sulle transazioni, gli strumenti di autolimitazione e avere a portata di click lo storico delle giocate sono tutti elementi che aiutano il giocatore ad avere un controllo maggiore sulle dinamiche legate al gioco.
Questa sensibilità più accentuata sembra allinearsi con un’idea del gioco che ormai non è solo ridotta alla volontà di riempire il portafoglio. C’è chi ammette di giocare per il puro piacere di divertirsi o per competere con gli altri e non necessariamente per stravolgere la propria esistenza.
Tale tendenza spiega anche il successo dei giochi ad estrazione frequente, come il 10eLotto, formulati non su vincite elevate ma più su piccole gratificazioni immediate. Si ottiene una soddisfazione istantanea, con la quale può contribuire alla gestione del bilancio familiare.
Dunque, il quadro che emerge è quello di un giocatore più tecnologico, pragmatico e attento al valore del proprio tempo libero. Tutto ciò scardina anche il pregiudizio del gioco pubblico come un fenomeno di costume e lo attesta, invece, definitivamente come un pilastro dell’economia italiana, considerando che nel 2026 si stima un gettito fiscale di ben 13 miliardi di euro.
immagine generata con A.I.









