Con il concerto di Fabio Concato in una piazza Alberica strapiena, si è conclusa l’edizione 2026 di con-vivere Carrara Festival. “Abitare” il tema di questa edizione, che ha avuto la consulenza scientifica di Elena Granata e la direzione di Emanuela Mazzi. Grande partecipazione di pubblico con gli eventi serali di spettacolo tutti sold out, conferenze e incontri come sempre molto partecipati, spazio bambini che raddoppia le presenze rispetto allo scorso anno. Grande successo e curiosità anche per la mostra a Palazzo Binelli, “Con-testi. Abitare a fumetti. "La XXI edizione di con‑vivere Carrara Festival, conferma la solidità di un festival che continua a richiamare migliaia di persone nel centro storico di Carrara – dichiara il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara, Enrico Isoppi -. Al momento non possiamo entrare nel dettaglio dei numeri: arriveranno nelle prossime settimane, così come le rilevazioni dell’Istituto Studi e Ricerche e la nuova ricerca dall’Università IULM, che quest’anno osserva anche come un’esperienza culturale possa influire sui comportamenti quotidiani legati alla sostenibilità. Quello che possiamo già leggere è la qualità della partecipazione”.
“Possiamo inoltre evidenziare la capacità del festival di adattarsi a una città attraversata da cantieri importanti – evidenzia ancora il presidente della Fondazione Progetti, Roberto Dell’Amico -, come già lo scorso anno, grazie alla sinergia con l’amministrazione comunale. Un coordinamento che ha permesso di superare senza interruzioni anche l’allerta meteo arancione del giorno inaugurale”.Inoltre, questa edizione ha introdotto novità rilevanti, come ribadisce la direttrice scientifica del festival, Emanuela Mazzi: “La prima è la scelta di un’architetta come curatrice scientifica, che ha portato il tema Abitare dentro un paradigma diverso: una lettura capace di tenere insieme la dimensione filosofica e quella strutturale, mostrando come gli spazi e il modo in cui li viviamo siano parte integrante del discorso culturale. Una direzione nuova, che ha funzionato e ha ampliato il campo di riflessione senza snaturare l’identità del festival”. “Un’altra novità è la crescente attenzione ai pubblici più giovani. Gli eventi pensati per loro hanno registrato una presenza molto alta, e la crescita dei numeri del canale Instagram lo conferma – conclude Isoppi -: Con‑vivere sta intercettando nuove generazioni che riconoscono nel Festival un luogo contemporaneo, accessibile, capace di parlare anche a loro e soprattutto è percepito come evento di una Comunità pronta a mettersi a disposizione”.









