Sabato 7 novembre a Palazzo Binelli a Carrara, alle ore 17, all'interno della rassegna "Il Pensier Lib(e)ro" organizzata dall'Associazione Qulture, sarà presentato l'ultimo romanzo di Daniela Dawan, "La colpa di tacere", edito da Morellini. Daniela Dawan può essere a tutti gli effetti considerata una delle decane dell'importante corrente letteraria che oggi va sotto il nome di "scrittura della diaspora" o "migrante". Nata, infatti, a Tripoli, giunse in Italia poco più che bambina dopo gli eventi drammatici che segnarono la Libia nel 1967, prima dell'avvento di Gheddafi solo due anni dopo. Non a caso la sua scrittura, in lingua italiana, è ispirata a una particolare sensibilità verso il tema dello sradicamento, dell’identità e delle eredità invisibili del passato che ha avuto modo di narrare nel libro "Qual è la via del vento" (E/O, 2018).
Con questo nuovo romanzo, la Dawan affronta invece i terribili anni conclusivi della Seconda guerra mondiale, così segnate dalle profonde ombre morali che portarono a certe delazioni contro gli ebrei o ai gravissimi atti e orrori consumatisi con le stragi nazifasciste.
E anche oggi, pare chiedersi l'autrice, quale prezzo morale si è disposti a pagare per liberarsi dalla colpa di tacere? È da questo rovello etico che nasce, così, la storia di Jacopo Cardoso, giudice rigoroso e uomo tormentato, che si trova davanti a un processo che riapre ferite mai rimarginate: la strage nazifascista di Prati del Vezza (che nella ricostruzione romanzata avviene successivamente a quella invece storica di Sant'Anna d Stazzema). Tra fascicoli ingialliti e testimonianze strazianti, la sua ricerca di giustizia si intreccia con un’indagine personale, dove il confine tra colpa e innocenza si fa sempre più labile. Un passato familiare pieno di ombre, una madre custode di memorie dolorose, un padre eroe o complice: tutto vacilla quando la verità affiora. In un’Italia segnata dall’occupazione, dalla Resistenza e dal peso della memoria storica, Jacopo si misura con domande che non hanno risposta facile: quanto pesa il silenzio? Si può essere giusti in un mondo ingiusto? Il romanzo attraversa generazioni, scavando tra drammi familiari, conflitti interiori, identità nascoste e il desiderio di redenzione. Mentre il processo avanza e i segreti di famiglia si svelano poco a poco, Jacopo dovrà scegliere se restare prigioniero delle menzogne o rischiare tutto per la verità.
Daniela Dawan è stata avvocato penalista ed è oggi Consigliere della Suprema Corte di cassazione "per meriti insigni". Ha vissuto a Bruxelles e New York.
Attualmente vive e lavora tra Milano e Roma. Ha esordito nella narrativa con il romanzo "Non dite che col tempo si dimentica" per Marsilio (2010) e ha poi pubblicato "Qual è la via del vento". Per Giunti Y/A ha pubblicato "Giochi di ombre", nel 2022 dedicato ai giovanissimi.









