Domenica 4 ottobre il mudaC|museo delle arti Carrara, dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 15 alle 18, apre gratuitamente ai visitatori, nell'ambito dell'iniziativa del Ministero della Cultura che prevede l'ingresso gratuito nei luoghi della cultura statali ogni prima domenica del mese.
La collezione permanente del mudaC, che si trova in via Canal del Rio a Carrara ed è ospitato nell'ex Convento seicentesco di San Francesco, propone le opere provenienti dalle Biennali Internazionali di Scultura dal 1957 al 1973 e dal 2006 al 2010 e dalla mostra Disegnare il Marmo del 2004, testimonianza del forte legame della città con la produzione artistica e con la lavorazione del marmo. Le opere di artiste e artisti di fama internazionale, documentano linguaggi e tecniche contemporanee dalla seconda metà del XX secolo fino a oggi, con sculture, disegni, installazioni, video e fotografie. Tra gli artisti presenti in collezione ci sono Yuri Ancarani, Chiara Camoni, Andrea Branzi, Cyprien Gaillard, Jannis Kounellis, Nunzio, Remo Salvadori, Grazia Toderi, David Tremlett, Alberto Viani, Giuliano Vangi, Fabio Viale, Gilberto Zorio.
Il museo ospita due mostre temporanee visitabili fino al prossimo 10 gennaio: (Yours) in the Undoing e The Redemption of Nature di Stefano Cerio a cura di Angela Madesani.
La prima propone le opere delle artiste Anna Multone, Francesca Bernardini, Selene Frosini, Silvia Scaringella e Verena Mayer Tasch e curata da cinque giovani curatori Marco Filomeno, Yi-An Kang, Hunor Maté Mészáros, Chih-Ching Peng, Uliana Seregina. L'esposizione nasce nell'ambito del corso di Curatorial Studies tenuto da Emanuele Guidi, parte dell'MA in Visual Arts and Curatorial Studies di NABA, Milano.
The Redemption of Nature nasce da una ricerca inedita condotta da Stefano Cerio sui territori del Mediterraneo segnati dai grandi incendi degli ultimi anni. Il progetto è stato aggiudicato dal Comune di Carrara ed è sostenuto da Strategia Fotografia 2025, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura. Tra Pantelleria, la Riserva dello Zingaro e Monte Cofano in Sicilia, e la zona del Montiferru nell'oristanese in Sardegna, l'artista ha seguito nel tempo le tracce lasciate dal fuoco concentrando il proprio sguardo non tanto sulla distruzione, quanto sulla capacità della natura di rigenerarsi e di riconquistare lentamente i propri spazi, documentando il fenomeno della successione ecologica. La mostra al mudaC presenta dodici fotografie di grande formato e un'opera video.









