Il libro di Dino Grassi “Io sono un operaio. Memoria di un maestro d’ascia diventato sindacalista” è stato presentato nella Biblioteca di Fosdinovo, per iniziativa del Circolo Fratelli Rosselli.Dopo l'introduzione di Giuseppe Marchini, presidente del Circolo, sono intervenuti, in dialogo fra loro, Mario Amilcare Grassi, Giorgio Pagano, curatore del volume, e Luca Comiti, segretario della CGIL della Spezia. Mario Amilcare Grassi ha sottolineato la moralità e la gentilezza di Dino Grassi, e la sua capacità di dialogare con i giovani del Sessantotto. Pagano si è soffermato sull'incontro – intreccio, in quegli anni, tra la cultura del movimento operaio e la nuova cultura antigerarchica e ugualitaria del movimento degli studenti:“Dino Grassi aprì agli studenti, definendo il Sessantotto 'un soffio di libertà', quasi un termine da Maggio francese. Poi chiuse ai gruppi extraparlamentari. Ma l'idea di fratellanza accomunò Dino al Sessantotto degli inizi”.Per Luca Comiti “il libro dovrebbe essere letto nelle scuole, nonché da ogni sindacalista, per capire come sono stati raggiunti in settant’anni di lotte risultati importantissimi per la dignità del lavoro e come siamo tornati indietro su tanti aspetti”. Ai tempi di Dino Grassi i lavoratori del Muggiano ottennero conquiste che oggi non ci sono più: “quando c'è un infortunio sul lavoro, c'è differenza tra l'assistenza per i dipendenti di Fincantieri e quella per i dipendenti delle ditte di appalto”, e mentre allora “uscivano tutti puliti, oggi i lavoratori delle ditte in appalto escono sporchi perché non hanno docce e stipetti”. “Bisogna vincere l'apatia e il disinteresse e riprendere la lotta di classe, perché le classi dominanti la stanno facendo e vincendo”, ha concluso Comiti. Per Pagano la ripresa della lotta di classe è imposta anche dal tema della guerra: “L’ulteriore peggioramento secco delle condizioni di vita e di lavoro dei lavoratori – ha osservato – c’è stato da quando nel mondo, a partire anche dall'Europa, è stata sdoganata la guerra”, il che ha portato inflazione e ulteriori tagli al welfare: “le proteste in tutto il mondo sulla scuola, la sanità, sulla casa nascono anche per questo... c’è chi nel mondo vuole sostituire la politica e la diplomazia con la guerra ma senza politica e senza diplomazia non c'è nemmeno la giustizia sociale”. Su questo terreno “è possibile costruire una nuova alleanza tra lavoratori e giovani, basata sulla rivolta morale e su concreti interessi materiali”.
“Io sono un operaio. Memoria di un maestro d’ascia diventato sindacalista” di Dino Grassi presentato a Fosdinovo. Luca Comiti e Giorgio Pagano: “Perché bisogna riprendere la lotta di classe”
Scritto da Redazione
Cultura
19 Ottobre 2026
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