Un vero e proprio progetto pilota che trasforma il luogo di lavoro in un presidio di ascolto, prevenzione e responsabilità sociale. Nasce da questa intuizione l'iniziativa “Vedere, ascoltare e orientare”, un percorso sperimentale ideato all'interno dello stabilimento Solvay di Massa.
L'idea alla base di questo percorso nasce direttamente dal Consiglio d'Amministrazione della Cooperativa Sociale L’Abbraccio, composto dal Presidente Buonocore, dalla Vice-Presidente Tofanelli e da Naim che hanno voluto scommettere su una sinergia concreta tra welfare aziendale e mondo del terzo settore. Il progetto si sviluppa nell'ambito delle attività di promozione dello "Sportello Ascol-Tiamo-Ci”, sportello attivo dal novembre 2024 come punto di primo contatto e ascolto in sinergia con il territorio. Lo sportello, si è consolidato come uno spazio stabile, sicuro e riconosciuto, dal suo avvio, lo sportello ha accolto numerose donne che per la prima volta cercavano supporto senza sapere a chi rivolgersi o avendo timore di utilizzare canali diretti. L'attività quotidiana non si limita all'accoglienza, ma svolge un fondamentale lavoro di filtro e orientamento. Oltre ai casi di maltrattamento e violenza di genere, il servizio accoglie bisogni complessi legati a situazioni di solitudine e fragilità economica o abitativa. Sportello aperto non solo alle donne, ma a chiunque si trovi in un momento di difficoltà, il servizio garantisce un orientamento protetto verso le strutture e le risorse più adeguate del territorio, offrendo ascolto e voce a chiunque ne abbia bisogno.
Il progetto pilota con Solvay si è articolato in cinque incontri strategici, concepiti non come semplice formazione, ma come spazio aperto di dialogo e sensibilizzazione. L'obiettivo è dotare i lavoratori di strumenti concreti per riconoscere i segnali di disagio, valorizzando l'azienda come una comunità viva in cui la tutela della persona e il benessere relazionale diventano obiettivi condivisi.
Accogliendo tra le proprie mura le attività dello "Sportello Ascol-Tiamo-Ci", Solvay conferma la sua visione improntata sulla forza delle persone, l'iniziativa garantisce coerenza e sicurezza affinché i dipendenti possano operare in un contesto protetto, trasformando lo stabilimento in un vero laboratorio sociale.
Siamo entusiasti, commenta il Presidente de L’Abbraccio Dott. Buonocore, della collaborazione nata con Solvay e della straordinaria ricettività dimostrata sia dai vertici aziendali che dai lavoratori, portare le attività del nostro sportello all'interno di una realtà industriale così importante per Massa rappresenta un traguardo fondamentale. Questo progetto pilota dimostra che i temi del rispetto, dell'ascolto empatico e della prevenzione del disagio relazionale non devono restare confinati nel privato, ma possono trovare terreno fertile proprio lì dove le persone trascorrono gran parte della loro giornata. Vedere tre concetti chiave come vedere, ascoltare e orientare recepiti con tale serietà e partecipazione ci conferma che la strada della sinergia tra terzo settore e mondo aziendale è la chiave per costruire una rete comunitaria più sicura, attenta e responsabile.
La conduzione operativa del percorso pilota è affidata a figure professionali specializzate della Cooperativa Sociale L’Abbraccio, capaci di guidare i partecipanti attraverso le delicate dinamiche del confronto e dell'ascolto protetto. Gli incontri sono infatti gestiti in prima persona dalla Dott.ssa Silvia Tofanelli, Psicologa Psicoterapeuta (Vice Presidente de L’Abbraccio) esperta in rielaborazione del trauma specificamente all’interno dei contesti di violenza e mvvaltrattamento contro le donne e all’infanzia. È affiancata da Sara Gianetti, Operatrice esperta dello Sportello Ascoltiamoci formata sulla violenza di genere. Grazie alla loro competenza sul campo, le professioniste offrono ai dipendenti di Solvay gli strumenti metodologici e il supporto clinico necessari per sviscerare i temi del rispetto e della prevenzione, facilitando l'analisi di situazioni concrete della vita quotidiana e aiutando a riconoscere tempestivamente i primi segnali di disagio relazionale. Ringrazio Solvay, afferma la Dott.ssa Tofanelli, per averci aperto le porte ed essersi dimostrati ancora una volta, sensibili rispetto a queste tematiche che ci riguardano tutti e tutte da vicino. Crediamo nel maschile positivo e nel dire che la violenza e il maltrattamento riguardano tutti e tutte indipendentemente dal genere, sesso e che ognuno di noi può fare la differenza. Realtà come Solvay sono “portatori di relazioni sane a cascata”. L’Abbraccio conclude il Presidente, resta a disposizione gratuitamente di tutte le realtà aziendali che vorranno ospitarci, gli incontri possono essere modulati e personalizzati in base alle specifiche esigenze di ogni organizzazione.
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