Inaugura domenica 6 settembre alle 18 al mudaC|museo delle arti Carrara '(Yours) in the undoing. *[Nel (tuo) disfare]', promossa dal Comune di Carrara. La mostra sarà visitabile fino al 10 gennaio 2027 e propone le opere di cinque artiste: Anna Multone, Francesca Bernardini, Selene Frosini, Silvia Scaringella e Verena Mayer-Tasch, la cui pratica contemporanea incentrata sul marmo, converge attorno ai temi della trasformazione, della coesistenza con il mondo naturale e del rinnovamento.Il progetto è il risultato del lavoro collettivo del gruppo curatoriale composto da Marco Filomeno, Yi-An Kang, Hunor Máté Mészáros, Chih-Ching Peng e Uliana Seregina, che è stato sviluppato nell'ambito del Biennio Specialistico in Arti Visive e Studi Curatoriali di NABA – Nuova Accademia di Belle Arti, Campus di Milano, sotto la guida del docente Emanuele Guidi. In dialogo con la collezione permanente del museo, la mostra si snoda attraverso la duplice accezione racchiusa nel suo titolo: il disfare come rovina, ma anche come gesto di liberazione. Uno scomporre di strutture arcaiche che possa portare alla costruzione di nuove architetture di pensiero. «Con questa mostra abbiamo raccolto una sfida provando a 'disfare' la staticità della collezione permanente del nostro mudaC per restituirle nuovo movimento e nuove prospettive, attraverso le opere di 5 scultrici fortemente legate al nostro territorio e alla sua pietra – spiega l'assessora alla Cultura Gea Dazzi -. Il loro 'disfare' ha creato così una connessione potente tra quella pietra e la natura in cui vive e respira. Una mostra omaggio dunque a Carrara, attraverso uno sguardo femminile che non è più solo cura ma anche rottura, ferita su cui interrogarci e da cui ripartire. Ringrazio tutte le nostre scultrici, che incarnano esperienze artistiche molto interessanti e diversificate, anche per la loro diversa età, e mi complimento per il progetto curatoriale coordinato da Emanuele Guidi, insieme a un gruppo selezionato di studenti del Naba di Milano, che ha saputo restituire la complessità di prospettive intorno alla scultura in marmo contemporanea».«Yours) in the undoing. Nel (tuo) disfare. Sono queste le ultime parole di una lettera scritta dalla natura che non avremo mai l'occasione di leggere – dicono i curatori della mostra -. Parole che a Carrara vengono incise nel marmo nel loro schiantarsi e precipitare nelle cave. Ciò che resta è un'eco che preferiamo ignorare in nome del progresso. In risposta a questa eco, (Yours) in the Undoing riunisce le opere di cinque artiste la cui pratica contemporanea incentrata sul marmo, converge attorno ai temi della trasformazione, della coesistenza con il mondo naturale e del rinnovamento, immaginando nuove possibilità di relazione con un materiale profondamente segnato dall'intervento umano». L'esposizione si apre con la serie Fallen Leaves di Verena Mayer-Tasch: delicate foglie scolpite nel marmo incarnano una concezione ciclica dell'esistenza, in cui la morte diventa la condizione stessa per una nuova vita. Seguono Enwrapping e Over the Skin di Francesca Bernardini, strutture nate per proteggere, ma anche capaci di aprirsi alla trasformazione e alla rottura. Al centro del percorso, Memorabilia II di Anna Multone pone il visitatore di fronte a strumenti simbolici del controllo umano sulla natura, utensili custoditi in un cassetto da aprire o chiudere che evocano il fragile confine tra cura e controllo. È qui che la mostra si arresta e cambia direzione: Planimetrie Naturali di Silvia Scaringella propone infatti l'immagine di una natura che resiste a ogni tentativo di contenimento, mentre le sculture di Selene Frosini concludono il percorso con cavità scolpite nel marmo, dove la pietra lascia emergere forme organiche che ricordano radici o vene: nuovi germogli che trasformano la rovina in possibilità di rinascita. La sequenza rimane volutamente aperta: percorsa in senso inverso, infatti, questi segni di rinascita diventano il ricordo di un mondo in via di scomparsa. Al primo piano del museo, il percorso continua entrando in dialogo con le opere della collezione permanente del mudaC, in cui le forme del passato entrano in risonanza con le trasformazioni evocate dalle opere delle artiste. In questo spazio conclusivo, il disfare continua a emergere non come una perdita definitiva, ma come una possibilità: quella di ripensare il rapporto tra umano, natura e materia.
Un ringraziamento speciale a Marco Scotini, Direttore Artistico di NABA, e ad Andris Brinkmanis, Course Leader del Biennio Specialistico in Arti Visive e Studi Curatoriali.
Il mudaC|museo delle arti di Carrara, in via Canal del Rio a Carrara è aperto fino al 14 settembre, martedì 17-20, mercoledì e giovedì 9.30-12.30 e 17-20, venerdì 18-22, sabato e domenica 17-20. Dal 15 settembre, dal martedì alla domenica 9:30-12.30 e 15-18. Ingresso al museo (comprensivo della visita alle mostre): intero 5 euro, ridotto 3 euro, disponibili gratuità.
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