La Delegazione Apuana dell’Accademia Italiana della Cucina giovedì sera all’istituto alberghiero Minuto a Marina di Massa ha celebrato con una solenne conviviale lo storico traguardo ottenuto dalla Cucina Italiana, ufficialmente iscritta nella Lista Rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità Unesco. La conviviale ecumenica straordinaria è stata aperta con il videomessaggio di Paolo Petroni, Presidente Nazionale dell’Accademia Italiana della Cucina, che ha parlato del riconoscimento ottenuto dall’Unesco. Erano presenti, oltre ai numerosi accademici, ospiti, Presidenti di Club Service operanti nel territorio, il consigliere regionale Gianni Lorenzetti, il Sindaco di Massa Francesco Persiani e, in rappresentanza del Comune di Carrara, l’ingegnere Moreno Lorenzini, Assessore all’Urbanistica Progetti speciali Ambiente. Sono intervenuti i produttori locali Fabio Venè, Presidente del Consorzio Miele Lunigiana Dop, Alessandro Cagnasso della Bucolika, produttore della farina di castagne Dop, e Adriano Petacchi del Frantoio Moro. I giovani allievi del Minuto, coordinati dai loro docenti, hanno curato con maestria ogni dettaglio della conviviale, dal servizio di sala alla preparazione di un menù che ha saputo interpretare con rigore e creatività i canoni della cucina territoriale utilizzando eccellenze Dop, Igp e Pat del territorio Apuano quali il miele Dop della Lunigiana, l’olio extravergine d’oliva Igp Toscano, la cipolla massese, il lardo di Colonnata e la farina di castagne Dop della Lunigiana. «Stasera celebriamo un traguardo che non premia semplicemente una sequenza di ricette o l’eccellenza dei nostri prodotti - ha dichiarato Beatrice Vannini, Delegata Apuana dell’Accademia Italiana della Cucina -. Premia noi, il nostro stile di vita e quel 'saper fare' che tramandiamo di generazione in generazione attorno a un tavolo. L’Unesco ha riconosciuto che la nostra cucina è un rito sociale, un linguaggio universale di accoglienza e un pilastro della nostra identità nazionale.
Come Accademici, abbiamo sempre saputo che un piatto non è mai solo cibo: è storia, è paesaggio, è memoria. Oggi il mondo intero lo conferma, affidandoci la responsabilità di proteggere e valorizzare questo tesoro.
Celebrare questo riconoscimento insieme agli studenti di questa istituzione storica significa consolidare una sinergia con questo istituto alberghiero custode, insieme all'Accademia, dell’identità gastronomica apuana. Vedere la passione e la professionalità di questi ragazzi è la prova che la nostra cultura culinaria è in mani sicure e proiettata verso il futuro».
La serata ha ribadito il legame indissolubile tra l’Accademia e il mondo della formazione alberghiera, un’unione fondamentale per tutelare quella biodiversità culturale che l’Unesco ha riconosciuto come un bene comune dell'intera umanità. La Delegata ha ringraziato la Dirigente Scolastica professoressa Silvia Bennati, i professori Maurizio Vaira, Mirco Santi, Carolina Grassi, Angelo Di Nello, Lara Pancetti, Stefano Giorgi e i ragazzi delle classi quarta serale, terza di sala, quarta di cucina e pasticceria .
Lo storico traguardo raggiunto dalla Cucina Italiana, ufficialmente iscritta nella Lista Rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità Unesco, premia non solo l’eccellenza dei sapori, ma il valore sociale, rituale e identitario che la tavola rappresenta per il nostro Paese. La richiesta è stata fatta da tre comunità: Accademia Italiana della Cucina (Presidente Paolo Petroni), Fondazione Casa Artusi (Presidente Laila Tentoni) e la rivista La Cucina Italiana (Direttrice Maddalena Fossati Dondero, prima ideatrice della richiesta). Il contenuto della domanda, molto difficile e delicato, è stato curato dalle tre comunità con il supporto del professore Massimo Montanari, Accademico Onorario, e il contributo di Pier Luigi Petrillo, professore di Cultural Heritage alla Luiss Guido Carli di Roma, grande esperto di documentazione Unesco. Il tutto coordinato e curato dall’onorevole Gianmarco Mazzi, Sottosegretario di Stato alla cultura e dal suo staff. Per questo ha ricevuto il premio Orio Vergani 2025. Hanno avuto un ruolo importante l’Ambasciatore Liborio Stellino, rappresentante per l’Italia presso l’Unesco, e la dottoressa Annamaria Nastri del Ministero dell’Agricoltura.









