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Scritto da Alessandro Fiorentino
Fivizzano
05 Settembre 2026

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Che l’autunno sarà caldo non ce lo promettono solo le previsioni del tempo ma anche gli scambi di prese di posizioni che si sono improvvisamente riaccese, via social media, tra il sindaco di Fivizzano Gianluigi Giannetti e gli esponenti della lista di opposizione Destinazione Futuro, Monia Leonardi sindaco. Al centro dello scontro il mancato invio del dettagliato dossier su Palazzo Fantoni al Ministero della Cultura con la finalità di ottenere un sostegno economico per il recupero. L’invio del dossier era stato annunciato dal sindaco di Fivizzano a seguito della visita del ministro della cultura Giuli avvenuta lo scorso febbraio. Ad impedirne l’invio sarebbe stata, come riferiscono i consiglieri dell’opposizione sulla base della risposta data dall’amministrazione alla loro richiesta al riguardo,  la “necessità di approfondire e definire alcuni aspetti tecnici, amministrativi, utili alla predisposizione della documentazione necessaria”.

Il recupero di Palazzo Fantoni, chiuso per motivi di sicurezza dovuti alle norme antisismiche, è stato uno dei punti di forza delle ultime due campagne elettorali ed infatti, davanti alle difficoltà di poter adempiere alla promessa, lo stesso sindaco aveva scritto in un post che l’acquisto dell’immobile era stato frenato da alcune situazioni familiari interne alla proprietà attuale. Ne era seguita una risposta da parte degli interessati che, presi in causa, a firma di Jacopo Bononi,  avevano smentito tali affermazioni scrivendo sulla pagina del Palazzo Fantoni Bononi: “In qualità di Presidente della Fondazione Loris Jacopo Bononi onlus, nonché di membro della famiglia Bononi proprietaria del palazzo e del Museo della stampa Jacopo da Fivizzano… Nella nota apparsa sulle colonne social del Sindaco Giannetti in risposta  alle critiche della minoranza del Consiglio Comunale di Fivizzano sono presenti numerose inesattezze, tra cui la più lampante è che ci sarebbero questioni ereditarie che avrebbero rallentato la possibilità di perfezionare lacquisto del palazzo, così tanto messo in primo piano dallo stesso Giannetti in campagna elettorale… Nessuna posizione ostativa è mai emersa in sede di trattativa da parte della proprietà perché una compravendita è sempre stata la possibile soluzione delle diatribe ereditarie in corso, quindi il ragionamento è stato fatto da Giannetti al contrario…Per anni il Sindaco ha mostrato grande sicurezza e intenzioni precise, salvo poi trincerarsi continuamente dietro le scuse di presunte assenze di fondi e bandi pubblici”.

Il sindaco Giannetti, sempre attraverso i canali social , il 27 luglio ha risposto  con un lungo post attraverso il quale dichiarava tra le altre cose: “Bononi sostiene che le vicende ereditarie non abbiano inciso sul percorso di acquisizione del palazzo da parte del Comune. Non è così. I problemi successori ci sono stati eccome”.Un tira e molla che sembrava essersi esaurito con quelle dichiarazioni e che invece si è riaperto, soprattutto perchè alle rinnovate accuse di immobilismo, è seguito un altro post su facebook da parte del primo cittadino, che ha elencato tutte le iniziative presentate al ministro Giuli: “Le interlocuzioni con il Ministero ci sono state. E ci sono state su progetti concreti. Abbiamo presentato un progetto esecutivo per il recupero, insieme alla realtà parrocchiale interessata, di una parte dellantico monastero di Monte dei Bianchi. Abbiamo partecipato al bando Capitale italiana del Libro. Abbiamo costruito interlocuzioni istituzionali che ci auguriamo possano produrre risultati”. Giannetti, secondo l’opposizione, si sarebbe anche preso il merito della segnalazione e  avrebbe ricordato che non esiste alcun obbligo da parte di un amministratore locale di  inoltrare un rapporto simile entro una certa data: “Quale legge avrebbe stabilito che, dopo un incontro con un Ministro, un Sindaco debba obbligatoriamente inviare un dossier entro una scadenza? Non esiste. Abbiamo deciso di prenderci il tempo necessario per approfondire gli aspetti tecnici, amministrativi e progettuali della vicenda.” E ancora: “Perché amministrare un Comune significa proprio questo: prima si studiano le carte, poi si fanno le scelte. Non il contrario”. A questo hanno replicato i consiglieri dell’opposizione dicendo che  episodi del genere non sono nuovi nella gestione del comune di Fivizzano e ricordando  i dieci anni per il palazzetto dello sport mai finito  e le scuole medie, mai terminate, infine ribadendo  come sia possibile che dopo sette e mezzo, una promessa sbandierata per ben due campagne elettorali consecutive, per altro vinte, vede l’amministrazione comunale ancora  impreparata nel presentare un dossier che doveva essere già pronto e impacchettato per essere trasformato in progetto esecutivo, una volta trovati i fondi.

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