Fivizzano – Un ramo caduto sulla carreggiata, decine di automobilisti che lo scansano senza fermarsi, e alla fine l'intervento dei volontari della Protezione Civile. È quanto accaduto ieri mattina a Gragnola centro, in un episodio che potrebbe sembrare di poco conto ma che nasconde una questione più ampia: quella del senso civico e dei costi, spesso invisibili, che la collettività paga per la sua assenza. A raccontare l'accaduto è la Protezione Civile di Fivizzano, che attraverso un post pubblicato sui social ha voluto lanciare un appello alla cittadinanza. Nessuno degli automobilisti che si sono trovati davanti l'ostacolo si è fermato per spostarlo in sicurezza o per segnalare il pericolo agli altri utenti della strada. Il ramo è stato infine rimosso dai volontari, allertati appositamente per l'intervento. Il presidente dell'associazione, il dottor Maurizio Pietrini, sottolinea come non si tratti semplicemente di un pezzo di legno sull'asfalto, ma di una questione di responsabilità verso il prossimo. Il rischio, spiegano dalla Protezione Civile, non riguarda solo le automobili: un motociclista o un ragazzo in motorino, trovandosi improvvisamente l'ostacolo davanti senza il tempo o lo spazio per evitarlo, avrebbe potuto cadere e farsi seriamente male.
𝐈𝐥 𝐜𝐨𝐬𝐭𝐨 𝐧𝐚𝐬𝐜𝐨𝐬𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐠𝐥𝐢 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐯𝐞𝐧𝐭𝐢
Al di là del singolo episodio, il messaggio della Protezione Civile fivizzanese punta i riflettori su un aspetto spesso sottovalutato: ogni intervento, anche quello apparentemente più semplice come la rimozione di un ramo, ha un costo concreto. Significa mobilitare volontari che lasciano il proprio lavoro o le proprie occupazioni, utilizzare mezzi e attrezzature, consumare carburante, impegnare tempo e risorse organizzative.
Risorse che, ricorda l'associazione, sono le stesse che potrebbero essere necessarie in un'emergenza ben più grave: un dissesto idrogeologico, un incendio, un'alluvione. Ogni volta che i volontari vengono chiamati per una situazione che i cittadini avrebbero potuto gestire autonomamente e in sicurezza, si sottrae disponibilità a interventi potenzialmente più urgenti.
𝐔𝐧 𝐩𝐢𝐜𝐜𝐨𝐥𝐨 𝐠𝐞𝐬𝐭𝐨, 𝐧𝐨𝐧 𝐮𝐧 𝐨𝐛𝐛𝐥𝐢𝐠𝐨 𝐚 𝐫𝐢𝐬𝐜𝐡𝐢𝐚𝐫𝐞
La Protezione Civile chiarisce comunque un punto fondamentale: nessuno deve esporsi a pericoli. Se un ostacolo è troppo pesante da rimuovere o la situazione non è sicura, la scelta corretta resta quella di chiamare i soccorsi. Il problema sollevato non è la mancata eroicità dei cittadini, ma la mancanza di un gesto minimo e a costo zero: fermarsi, valutare, e se possibile intervenire o quantomeno segnalare il pericolo a chi arriva dopo.
"Lasciare la strada più sicura di come l'abbiamo trovata, quando è possibile farlo senza rischi" è la sintesi del messaggio lanciato dall'associazione, che chiude il proprio appello con una frase destinata a far discutere: una comunità si misura anche dai piccoli gesti, e il rispetto per gli altri comincia da una scelta semplice, quella di non voltarsi dall'altra parte.
L'episodio di Gragnola, per quanto minore, diventa così l'occasione per una riflessione più ampia sul rapporto tra cittadini e volontariato in Lunigiana, in un territorio dove la Protezione Civile è chiamata sempre più spesso a intervenire anche per emergenze di piccola entità che, con un minimo di collaborazione da parte della popolazione, potrebbero essere gestite direttamente sul posto.
Gragnola, un ramo sulla strada e l'indifferenza degli automobilisti: la Protezione Civile chiede più senso civico
Scritto da Carmen Federico
Fivizzano
04 Agosto 2026
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