Dal 16 al 26 luglio Fivizzano è pronto a trasformarsi in un grandissimo palcoscenico che accoglierà 52 giovani musicisti, provenienti da 22 nazioni di tutto il mondo. Ai nastri di partenza la nona edizione del Lunigiana International Music Festival che riempirà musei chiese e piazze con eventi musicali di alta formazione. I giovani musicisti vivranno un’esperienza di studio, perfezionamento e condivisione artistica sotto la guida di docenti di fama internazionale.Le classi di strumento sono diverse, dalla viola, al violino, al violoncello passando per il canto lirico, pianoforte e la nuova classe di accompagnatore pianoforte per opera lirica a riprova di quanto la tradizione italiana nell’opera sia fondamentale.Fivizzano diventerà per undici giorni multietnica e si arricchirà con un programma di concerti gratuiti aperti al pubblico, spaziando dalla musica classica, all’opera lirica, alla musica barocca e alla musica da camera. La chiave di lettura di un festival di tale portata è l’opportunità offerta ai giovani: non si studia solo musica, ma vengono organizzati seminari di lingua e attività che aiuteranno gli studenti ad entrare in un futuro discorso di promozione della propria figura artistica. Ovviamente un plus saranno le forti ricadute di valorizzazione del territorio, grazie alla presenza di studenti, docenti, accompagnatori e appassionati, questi ultimi provenienti anche dalle vicine province di Parma, Reggio Emilia e La Spezia. Il Lunigiana International Music Festival assume un significato che va ben oltre la dimensione artistica: tocca i temi dell’università del linguaggio musicale, dell’interculturalità e della fusione, sottolineando come sia possibile un linguaggio di pace, collaborazione e fraternità.La manifestazione è organizzata dall’Associazione Amici del Lunigiana International Music Festival di Fivizzano, in collaborazione con il Comune di Fivizzano, la Camera di Commercio Toscana Nord Ovest, il Rotary Club Lunigiana e Merrion Charles Private Travel Consultant.Andrea Rossi, ideatore della manifestazione e presidente, insieme a Chantal Balestri, cofondatrice e direttrice artistica saranno, come di consueto, i coordinatori dell’iniziativa. Insieme a loro un buon gruppo di giovani volontari che accompagneranno gli studenti in questi undici giorni. Proprio al presidente Rossi abbiamo chiesto alcune anticipazioni.
Come si svolgerà una “giornata tipo” dello studente?
Le lezioni alle 9 e proseguono fino a sera. Poi al pomeriggio i ragazzi hanno gli ensemble, musica da camera, lezioni solistiche. A quel punto iniziano a mettere insieme piccoli brani, finché non formano i gruppi che suoneranno insieme ai concerti. A seguire hanno le lezioni di italiano per le classi di canto, ma anche per chi vuol migliorare il proprio italiano. Poi ci sono i seminari e la sera i concerti. Facendo suonare tutti, non tutti i giorni, ma su indicazione dei docenti. Sono loro che sviluppano i microcosmi che poi vanno ad integrarsi, come avviene nella musica del resto.
Siamo ormai giunti alla nona edizione, c’è qualcosa in particolare che la rende orgoglioso?
Questo è un festival a tutto tondo perché abbiamo esperienze quasi uniche. Per esempio quest’anno,per il secondo anno Janusz Marynowski, direttore generale della Sinfonia Varsovia. Lui, ormai diventato lunigianese perché ha comprato casa qua da noi, verrà a fare un seminario. Avere un'ospite del genere, una persona richiesta in tutto il mondo per fare queste cose per noi è un onore e un orgoglio. Soprattutto sapere di avere veramente delle persone di estremo talento e professionalità che si mettono a disposizione dei ragazzi è eccezionale.
E invece una storia da cui prendere ispirazione?
Rotary e sponsor privati hanno istituito una borsa di studio per i ragazzi più svantaggiati, che non hanno possibilità economica per partecipare. Devono inviare un video motivazionale con una lettera di presentazione. Lo staff decide chi passerà la selezione.In passato vinsero la selezione dall’Eritrea, dalla Siria, quest’anno una ragazza keniota, autodidatta sarà tra i nostri studenti. La scelta è ricaduta su di lei perché diffonde la musica nei villaggi, con tutte le difficoltà del caso, attraverso il suo talento, che è il canto. Anche la docente è entusiasta di questa possibilità. Insieme a lei studieranno ragazze e ragazzi che studiano canto da una vita e sarà sicuramente per tutti esperienza unica e arricchente.
Quali aspettative avete per il futuro? Ci sarà un traguardo già storico essendo il prossimo il decennale…
Le idee sono molte, serve innanzitutto ancora tanto sostegno per la musica, poi si potrebbe arrivare ad un festival su più momenti nell’arco dell’anno, movimentando anche primavera e autunno, ma per ora restano progetti e sogni nel cassetto perché ad oggi queste sono le possibilità che abbiamo con le forze che possiamo mettere in campo.









