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   Anno XI 
Lunedì 18 Maggio 2026
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Scritto da Alessandro Fiorentino
Fivizzano
18 Maggio 2026

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In occasione delle celebrazioni per la festa dell’Ascensione, domenica 17 maggio  a Fivizzano il monte della Tergagliana si è tinto di verde, colore del quartiere Fittadisio che ha animato e sfamato le più di trecento persone che sono accorse al piccolo santuario posto a quasi seicento metri sul livello del mare. Da più di un secolo, il paese si riunisce lì confermando una tradizione che ha visto generazioni di fivizzanesi spendere una giornata nel segno della condivisione e dell’allegria. Non si hanno notizie storiche precise sulle origini di questa tradizione, esiste solo una foto che vede ritratto un sacerdote con dei ragazzi davanti ad un rudere, datata ai primi del novecento. Nel 1948 alcuni reduci di guerra, come ringraziamento per lo scampato pericolo, hanno ricostruito il piccolo tempietto ben visibile col suo biancore, orientando lo sguardo a nord dalla piazza centrale di Fivizzano, diventato subito un motivo di aggregazione e di fede. Tempo permettendo, è usanza dei ragazzi salirvi la sera prima della festa per dormire in tenda ed anticipare i festeggiamenti davanti ad un fuoco e ad una buona grigliata ma, date le avverse condizioni del tempo, quest’anno non è stato possibile. Si può arrivare fin lassù attraverso due sentieri: uno più impegnativo che parte dalle rive del torrente Rosaro e l’altro, di più facile approccio, l’altro con un percorso che parte dalla frazione di Virolo. I visitatori ci arrivano con ogni mezzo: a piedi, in macchina, in moto, in bicicletta e a cavallo  e proprio nell’edizione di quest’anno, si è registrata una grande affluenza di persone a cavallo, segno anche dell’espandersi del turismo ippico in zona. Da qualche anno a questa parte il compito di sfamare le centinaia di turisti in occasione della festa, è stato preso in consegna dai ragazzi che fanno parte di uno dei quartieri che a luglio si sfideranno per la consueta sfida tra gli arcieri di terra e di corte. Più di trenta maglie verdi del quartiere Fittadisio, composte da persone di ogni età dai sette anni in poi, hanno servito piatti appartenenti alla tradizione locali come le tigelle cotte nei testi o i “legerin”, versione più leggera degli sgabei ovvero una specie di gnocco fritto edibile sia col dolce che col salato.  Non ha sfigurato nemmeno l’innovazione della patata cotta sotto la cenere, che ha lasciato tutti molto soddisfatti. La manutenzione della chiesetta della Tergagliana è in mano ad un’associazione di cittadini che si adoperano, attraverso donazioni e tanto volontariato a mantenere viva questa tradizione religiosa, che è diventata anche un’attrazione turistica di apertura per il più vasto palcoscenico estivo. Nonostante le numerose manifestazioni presente sul territorio, la Tergagliana è riuscita a portare in cima al monte tante persone a testimonianza di una tradizione del passato a cui i giovani non vogliono proprio rinunciare.

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