FIVIZZANO – Con l'arrivo della stagione dei funghi, la Protezione Civile Ser Fir Cb di Fivizzano, guidata dal presidente Maurizio Pietrini, torna a lanciare un appello alla prudenza rivolto a tutti i cercatori di funghi che ogni anno affollano i boschi della Lunigiana. Il bosco è meraviglioso, ma può diventare insidioso anche per chi lo conosce bene, ricordano i volontari. Una caduta, la nebbia improvvisa, il buio o la semplice perdita dell'orientamento possono trasformare in pochi minuti una giornata di svago in un'emergenza.
𝐈𝐋 𝐊𝐈𝐓 𝐃𝐄𝐋 𝐅𝐔𝐍𝐆𝐀𝐈𝐎𝐋𝐎
Prima di addentrarsi nei boschi, la Protezione Civile raccomanda di portare sempre con sé:
Pettorina ad alta visibilità, per essere individuati più facilmente
Fischietto, per segnalare la propria posizione
Fumogeno chimico di segnalazione, come quello del kit del fungaiolo distribuito dal Comune di Fivizzano, da utilizzare solo in caso di emergenza e seguendo scrupolosamente le istruzioni
Torcia a dinamo, che non dipende dalle batterie
Acqua
Una tavoletta o barretta energetica
Telefono carico, con GPS attivo
Scarponi e abbigliamento adeguati
A questo si aggiungono alcune regole di comportamento da seguire prima di partire: non andare mai da soli, comunicare a familiari o amici il percorso scelto e l'orario previsto per il rientro, controllare le previsioni meteo e indossare calzature e abbigliamento adatti al terreno.
𝐋𝐄 𝐏𝐀𝐑𝐎𝐋𝐄 𝐃𝐄𝐋 𝐏𝐑𝐄𝐒𝐈𝐃𝐄𝐍𝐓𝐄 𝐏𝐈𝐄𝐓𝐑𝐈𝐍𝐈
Il presidente Maurizio Pietrini sottolinea da tempo quanto la prevenzione sia decisiva. Andare per funghi, spiega, non significa soltanto godersi la natura, ma anche avere cura della propria sicurezza e di quella di chi eventualmente dovrà intervenire in caso di bisogno. Pietrini ricorda inoltre che, negli ultimi anni, due appassionati fungaioli del territorio non hanno più fatto ritorno e se ne sono perse le tracce: un dato che rende ancora più urgente il rispetto delle regole di base, a partire dall'informare sempre familiari e amici sul percorso scelto e sull'orario previsto per il rientro, portando con sé il cellulare carico anche solo per segnalare un ritardo o chiedere aiuto, e affidandosi alle applicazioni di geolocalizzazione per orientarsi nel bosco.
𝐔𝐍 𝐂𝐀𝐒𝐎 𝐂𝐇𝐄 𝐏𝐄𝐒𝐀 𝐀𝐍𝐂𝐎𝐑𝐀 𝐒𝐔𝐋𝐋𝐀 𝐂𝐎𝐌𝐔𝐍𝐈𝐓À: 𝐃𝐄𝐋𝐅𝐈𝐍𝐎 𝐋𝐎𝐌𝐁𝐀𝐑𝐃𝐈
Le parole del presidente Pietrini non sono un'ipotesi astratta. Il 5 settembre 2022 Delfino Lombardi, 78 anni, di Piano di Collecchia, uscì all'alba per la sua consueta battuta di funghi nei boschi del Lagastrello, in territorio di Comano. Conosceva quei sentieri come pochi altri, ma da quel giorno di lui non si è saputo più nulla: la sua auto fu ritrovata parcheggiata e chiusa lungo la strada di accesso al bosco, mentre di Delfino non è mai stata trovata traccia, nonostante centinaia di ettari battuti da Vigili del Fuoco, Soccorso Alpino, Protezione Civile, unità cinofile, cacciatori e volontari, con il supporto di elicotteri e droni.
A distanza di oltre tre anni, la Protezione Civile Ser Fir Cb di Fivizzano, guidata da Pietrini, continua a organizzare battute di ricerca nella zona, e la comunità di Comano non ha mai smesso di sperare in un ritrovamento. Chi frequenta i boschi di Linari e del Monte Bocco viene invitato a prestare attenzione a eventuali resti di abbigliamento, calzature o oggetti che possano riportare a lui: in caso di ritrovamento, la raccomandazione è di non toccare nulla, fotografare il punto, salvare la posizione GPS e segnalare subito quanto trovato alle autorità.
La vicenda di Delfino Lombardi resta il monito più concreto sul perché ogni singolo consiglio del kit del fungaiolo, dalla pettorina al telefono carico, dal comunicare il percorso previsto al non avventurarsi mai da soli, non vada mai considerato superfluo.
𝐂𝐎𝐒𝐀 𝐅𝐀𝐑𝐄 𝐒𝐄 𝐂𝐈 𝐒𝐈 𝐏𝐄𝐑𝐃𝐄
Il messaggio della Protezione Civile è chiaro: se ti perdi, fermati. Non bisogna continuare a camminare senza una direzione precisa. Meglio restare visibili, usare il fischietto per farsi sentire e contattare immediatamente il numero unico per le emergenze, il 112.
𝐈𝐋 𝐂𝐎𝐒𝐓𝐎 𝐍𝐀𝐒𝐂𝐎𝐒𝐓𝐎 𝐃𝐈 𝐔𝐍𝐀 𝐑𝐈𝐂𝐄𝐑𝐂𝐀
Dietro ogni intervento di soccorso per un disperso nei boschi si muove una macchina organizzativa complessa e costosa, che può coinvolgere Vigili del Fuoco, Soccorso Alpino, forze dell'ordine, personale sanitario, Comuni, Protezione Civile, unità cinofile, droni e mezzi aerei.
Alcuni numeri aiutano a comprendere la portata dell'impegno:
L'impiego per un'intera giornata di una singola associazione di volontariato può costare complessivamente quasi 1.000 euro, tra carburante, mezzi, materiali e logistica.
Un elicottero di soccorso ha un costo stimato fra 5.400 e 8.400 euro l'ora, con un valore medio prudenziale intorno ai 7.000 euro l'ora.
Una ricerca complessa protratta per più giorni può arrivare ad assorbire decine di migliaia di euro.
Cifre che non vengono automaticamente addebitate a chi viene soccorso, poiché le regole variano da Regione a Regione, ma che rendono evidente quanto la prevenzione sia, prima di tutto, un atto di responsabilità verso chi si mette in gioco per aiutare gli altri.
𝐔𝐍 𝐌𝐄𝐒𝐒𝐀𝐆𝐆𝐈𝐎 𝐃𝐀 𝐂𝐎𝐍𝐃𝐈𝐕𝐈𝐃𝐄𝐑𝐄
I funghi possono aspettare, il ritorno a casa no, ricorda la Protezione Civile di Fivizzano, che invita tutti a condividere il messaggio e a coinvolgere amici e familiari che frequentano abitualmente i boschi.
La sicurezza non limita la passione per la cerca dei funghi, la rende responsabile. Perché il ritrovamento più importante non è il fungo più grande, ma riuscire a tornare a casa.









