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Scritto da Redazione
In salute
11 Gennaio 2026

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All’Ospedale Apuane di Massa sono stati presentati i risultati preliminari dello Studio Arianna, il progetto di ricerca che valuta se la combinazione tra test olfattivo e tampone nasale guidato possa contribuire a individuare biomarcatori utili per riconoscere la malattia di Parkinson in fase premotoria, prima cioè dell’esordio clinicamente evidente. Lo studio, ideato e coordinato dal dottor Carlo Maremmani, responsabile clinico dell’ambulatorio per la malattia di Parkinson e i parkinsonismi della UO Neurologia dell’Ospedale Apuane, e condotto in stretta collaborazione con il prof. Gianluigi Zanusso e la prof.ssa Matilde Bongianni dell’Università di Verona, mira a verificare se specifici segnali biologici rilevabili nel muco nasale possano aprire la strada a percorsi diagnostici più precoci e a un inquadramento clinico più mirato.In una Sala Conferenze gremita, dopo i saluti istituzionali del dottor Alessandro Napolitano, direttore della UOC Neurologia dell’Ospedale Apuane, i lavori sono stati aperti dal dottor Carlo Manfredi, presidente della Fondazione Dott. Ezio Pelù Onlus di Massa. Manfredi ha richiamato il valore della ricerca in ambito medico, sottolineando la presenza di numerosi studenti del Liceo Scientifico di Carrara coinvolti nel percorso di Biologia con Curvatura Biomedica, definendola un segnale concreto di investimento sulle nuove generazioni e sulla cultura scientifica.Nel suo intervento ha ripercorso i principali aspetti della malattia di Parkinson, dalla scoperta ai fattori associati all’esordio, soffermandosi sul ruolo dell’ambiente, degli stili di vita e sulla componente epigenetica nello sviluppo delle patologie neurodegenerative.

Il dottor Carlo Maremmani, tra i primi neurologi ad aver riconosciuto il potenziale dell’iposmia come segno preclinico della malattia di Parkinson, ha illustrato le motivazioni clinico‑scientifiche alla base dello Studio ARIANNA. L’obiettivo, ha spiegato, è valutare se i biomarcatori ricercati tramite i tamponi nasali – eseguiti dopo un test olfattivo in grado di evidenziare un eventuale deficit – possano contribuire a identificare una fase premotoria della malattia. I tamponi nasali mirati alla mucosa olfattiva sono stati eseguiti dal dottor Luca Muscatello, direttore della UOC Otorinolaringoiatria dell’Ospedale Apuane e dell’Ospedale Versilia. Il primo trattamento dei campioni è stato effettuato dalla dottoressa Stefania Lombardi, direttrice del Laboratorio Clinico dell’Ospedale Apuane, insieme ai suoi collaboratori. La professoressa Matilde Bongianni, ricercatrice dell’Università di Verona e partner del progetto, ha presentato i primi dati ottenuti da 305 tamponi eseguiti su soggetti sani e 60 su persone con malattia di Parkinson. Dai risultati preliminari emerge che il test olfattivo discrimina in modo efficace tra soggetti iposmici e normosmici e che gli iposmici mostrano una probabilità molto significativa – circa doppia – di risultare positivi al tampone nasale. Il tampone, inoltre, evidenzia un’elevata accuratezza nell’individuare i biomarcatori oggetto dello studio, in particolare gli aggregati di alfa‑sinucleina, associati ai meccanismi patogenetici della malattia. Il razionale biologico, è stato ricordato, risiede nel fatto che tali aggregati possono essere presenti nei neuroni della mucosa olfattiva: cellule nervose che si rigenerano nel tempo e rilasciano materiale cellulare nella parte superiore della cavità nasale, proprio nell’area in cui viene effettuato il prelievo guidato.

Il professor Gianluigi Zanusso, del Dipartimento di Neuroscienze, Biomedicina e Movimento dell’Università di Verona, ha inquadrato i risultati dal punto di vista clinico e fisiopatologico, richiamando il meccanismo comune a molte malattie neurodegenerative: l’alterazione della funzione e della conformazione di alcune proteine, che tendono ad aggregarsi. Nella malattia di Parkinson, ha spiegato, l’alfa‑sinucleina può assumere forme tossiche che interferiscono con la comunicazione cellulare e contribuiscono ai sintomi motori, cognitivi e comportamentali, fino alla formazione dei Corpi di Lewy, elemento caratteristico della patologia. L’identificazione precoce degli aggregati isolati dal tampone nasale effettuato nella zona della mucosa olfattiva, attraverso tecniche di amplificazione in vitro (SAA), rappresenta una metodica promettente per orientare analisi e strategie cliniche mirate, con la prospettiva di ritardare l’esordio sintomatico. I risultati preliminari sono molto incoraggianti e aprono ora alla fase conclusiva di coinvolgimento dei cittadini interessati a partecipare allo Studio ARIANNA, che si concluderà all’inizio dell’estate, contribuendo a consolidare la base dati del progetto.

Lo studio è realizzato con la collaborazione dell’Università di Verona, del CNR di Pisa, della Fondazione Dott. Ezio Pelù Onlus di Massa, dell’Ordine dei Medici di Massa Carrara e dell’ASL Toscana Nord Ovest, sotto il coordinamento del dottor Carlo Maremmani della UO Neurologia dell’Ospedale Apuane.

Per informazioni e adesioni è possibile contattare la segreteria dello Studio Arianna al numero 376 195 8033 oppure scrivere all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

La registrazione degli interventi della conferenza sarà disponibile nelle prossime ore sul sito della Fondazione Dott. Ezio Pelù Onlus.

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