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Scritto da Redazione
Lettere al giornale
26 Maggio 2026

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La lettera firmata da 50 infermieri del Pronto Soccorso dell'ospedale delle Apuane e inviata ai sindacati e ai vertici Usl Toscana Nord Ovest descrive con precisione una condizione che non può più essere considerata sostenibile. Gli operatori parlano di «forte pressione assistenziale», di «rapporti infermiere e paziente sempre più critici» e di difficoltà crescenti nel mantenere gli standard richiesti in un contesto ad alta intensità di cura. È un quadro che trova piena conferma nelle segnalazioni raccolte negli ultimi mesi e che oggi assume un carattere di urgenza non più rinviabile. Il documento evidenzia come questa situazione abbia ripercussioni dirette sulla tempestività della presa in carico, sulla continuità del monitoraggio clinico, sulla gestione dei percorsi assistenziali e sulla sicurezza delle cure. A ciò si aggiunge un livello di stress lavoro‑correlato in costante aumento, determinato da carichi emotivi importanti, urgenze continue e una disponibilità di risorse che non corrisponde ai bisogni reali del servizio. Il protrarsi di queste condizioni, come gli stessi infermieri sottolineano, incide sul benessere psicofisico degli operatori e aumenta il rischio di affaticamento, sovraccarico operativo ed eventi avversi.
«Questa lettera è una richiesta di aiuto chiara e responsabile» osserva Claudio Salvadori, referente sanità Uil Fp Massa Carrara. «Gli infermieri stanno garantendo l'assistenza in condizioni che non possono essere considerate accettabili. È necessario intervenire subito, perché il Pronto Soccorso dell'ospedale delle Apuane non può continuare a reggere in questo modo». La carenza di personale è ormai strutturale: tra gravidanze, malattie prolungate e trasferimenti non sostituiti mancano almeno cinque infermieri. Il personale in servizio accumula ferie non fruite, recuperi arretrati e un monte ore elevatissimo, mentre i rientri e gli straordinari sono diventati una prassi per garantire la continuità assistenziale minima. È un modello che non può reggere all'avvicinarsi dell'estate, quando gli accessi al Pronto Soccorso aumentano in modo significativo e il personale deve poter usufruire delle ferie.
Un ulteriore elemento critico riguarda l'assegnazione del personale. «Non si possono mandare in Pronto Soccorso infermieri appena arrivati» sottolinea Salvadori. «È un reparto ad alta intensità clinica, dove servono professionisti che conoscano già l'ambiente o che provengano da percorsi di mobilità. Diversamente, si espongono a rischi sia gli operatori sia i pazienti». Il tema dell'organizzazione territoriale resta centrale. Le Case della Comunità, se rese realmente operative, possono svolgere una funzione di filtro sui bisogni a minore complessità, riducendo la pressione impropria sul Pronto Soccorso. «O questi presidi diventano pienamente funzionanti, oppure il PS continuerà a essere l'unico punto di accesso, con il rischio di un sovraccarico permanente» è la valutazione di Salvadori. Alla luce di quanto emerso, la Uil Fp ritiene indispensabile una valutazione urgente delle criticità assistenziali e organizzative, l'adozione di interventi straordinari per il reintegro del personale mancante e la definizione di misure che consentano di affrontare il periodo estivo in condizioni compatibili con la sicurezza delle cure e la tutela degli operatori. "La lettera degli infermieri ha fatto emergere con chiarezza ciò che accade ogni giorno nel reparto: ora servono decisioni rapide e concrete", conclude Salvadori. Mercoledì 27 maggio è già previsto un confronto come Uil Fp con il dipartimento infermieristico a cui parteciperanno Salvadori e la segretaria Chiara Marsili.

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