Convivere con malattie legate alla demenza non è facile. Per l’ammalato e per la famiglia, che spesso può sentirsi sola e abbandonata. Il dialogo, la condivisione delle esperienze e il supporto possono fare la differenza, anche nel quotidiano. Si colloca in questo contesto l’esperienza del Caffè Alzheimer, un’occasione concreta per affiancare la famiglia di una persona con Alzheimer in un percorso di rottura dell’isolamento sociale. Le famiglie, invitate agli incontri del Caffè assieme al malato, arrivano in un ambiente accogliente e si rapportano con operatori esperti nella relazione con il malato e operatori esperti nell’ascolto dei familiari. Con il nuovo anno riprendono gli incontri, grazie all’impegno della Società della salute, all’Oasi della felicità di Terrarossa, nel Comune di Licciana Nardi. Le date degli incontri sono: 12 e 26 gennaio; 16 febbraio; 2, 16, 30 marzo; 13 e 27 aprile; 11 e 25 maggio; 8 e 22 giugno, dalle 15 alle 17.
Il primo Alzheimer Café nacque nel 1997 a Leida, in Olanda, da un progetto dello psicogeriatra olandese Bere Miesen, che lo pensò come uno spazio informale e de-istituzionalizzato per i malati e i loro familiari: un luogo accogliente, in cui trascorrere qualche ora insieme, socializzare, e parlare dei propri problemi, con la presenza di operatori esperti. Nelle diverse esperienze che si sono succedute da allora in molti Paesi, il Caffè Alzheimer ha avuto interpretazioni diverse, che sono andate dall’occasione di formazione e informazione dei familiari, tipico di un Centro di ascolto per familiari, a quella di animazione per i malati, tipica di un centro diurno. In Lunigiana ci sono tre Centri Alzheimer, a Pontremoli, Villafranca e Pognana di Fivizzano, tutti preziosi nell’offrire sollievo alle famiglie e nel recuperare capacità residue degli ammalati.









