Il comitato Ugo Pisa torna sulla chiusura di Cava Fornace:"Adesso è il momento che le forze politiche agiscano per la chiusura della discarica di Cava Fornace, prima della conferenza dei servizi in programma dal 24 novembre.Il gestore ha da poco presentato le integrazioni al progetto sottoposto a Paur e non indietreggia: nessuno stop a quota 43, ma la ripresa dei conferimenti fino al riempimento totale della discarica a 98 metri, con ulteriori 650 mila metri cubi di rifiuti, di cui il 30 per cento amianto. La Regione ha già fissato la conferenza dei servizi, che dovrà esprimersi a favore o contro il progetto.Da qui a novembre la partita non è più tecnica: è politica. Tutte le forze politiche che in questi anni si sono dichiarate a favore della chiusura della discarica devono ora dimostrarlo con atti concreti, a ogni livello. Sei Consigli comunali e due Consigli provinciali hanno votato indirizzi chiari contro l'ampliamento. Questi indirizzi devono diventare il comportamento di chi governa la Regione e di chi siede nell'assemblea dei soci di Plures (i Comuni della piana fiorentina).
In particolare, ci rivolgiamo al Partito Democratico, che ha il maggior peso nelle sedi in cui si decide.
- Il PD di Massa-Carrara e di Lucca, allineati agli indirizzi votati dai propri territori, devono chiedere al PD regionale di intervenire, tramite gli amministratori dei Comuni soci di Plures, perché la società ritiri il progetto.
- Il PD regionale deve richiamare i propri assessori in Giunta affinché il progetto sia bocciato, qualora la conferenza dei servizi dovesse esprimersi in senso favorevole. Come prevede la legge regionale sulla valutazione di impatto ambientale, la decisione finale spetta alla Giunta regionale, nell'esercizio della sua discrezionalità politico-amministrativa (articolo 73-bis, comma 5, Legge Regionale Toscana n. 10/2010).
La Giunta della Regione Toscana e i Comuni soci hanno quindi il potere di fermare tutto. I PD locali di Massa-Carrara e di Lucca hanno un peso reale in Regione? Lo vedremo in queste settimane. Così come potremo giudicare sulla base dei fatti il valore della firma del Presidente Giani, che firmò un impegno politico a stoppare i conferimenti in discarica a quota 43 (la quota attuale). Se prevarrà l'orientamento di altri territori, vorrà dire che le comunità di Montignoso, Pietrasanta, della Versilia e della Costa Apuana non contano nulla quando si decide e che la firma di Giani era solo una mossa elettorale anziché una promessa solenne ai cittadini del territorio.Seguiremo ogni atto, ogni voto e ogni assenza nelle sedi dove si decide, e li renderemo noti ai cittadini".









