Il bilancio 2025 della multiutility Plures Alia è stato approvato a fine giugno e registra 2,2 miliardi di euro di ricavi, circa 70 milioni di utili, metà dei quali distribuiti ai soci, ovvero principalmente i Comuni dei territori di Firenze, Prato e Pistoia. Plures S.p.A. è infatti una società a capitale interamente pubblico che controlla indirettamente Programma Ambiente Apuane S.p.A. (PAA), gestore della discarica di Cava Fornace. Solo negli ultimi 5 anni gli utili del gruppo sono stati circa 250 milioni di euro, dei quali pressoché la metà distribuiti tramite dividendi ai comuni soci . Ciò significa due cose: la prima, che non c'è bisogno di Cava Fornace operativa per avere utili che già ci sono; la seconda, che la società ha la solidità economica necessaria per gestire le fasi di gestione post operativa della discarica.La situazione è paradossale perché se da un lato dal 2024 è ancora in corso lo stato di emergenza con sversamento del percolato di discarica nella pubblica fognatura e gli enti locali del territorio si sono espressi in maniera chiara e formale per il superamento dell’attività di discarica, dall’altro lato non ci sono segni di rinuncia da parte di Plures rispetto al progetto di riempimento totale della discarica: risulta ad oggi ancora pendente in Regione, con scadenza il 30 settembre dopo ripetute proroghe, il procedimento per ottenere la nuova autorizzazione (PAUR). Il paradosso nasce dal fatto che le forze politiche che hanno condiviso e approvato l’atto di indirizzo congiunto sul respingimento del PAUR e quindi sulla chiusura della discarica, votato ad Aprile dai comuni di Montignoso, Pietrasanta, Massa, Carrara, Seravezza e Forte dei Marmi (ed ora rafforzato anche dal Consiglio Provinciale di Lucca che ne ha già approvato il sostegno e il Consiglio Provinciale di Massa Carrara che analogamente provvederà il 21 luglio), si sono in modo uniforme espresse per la difesa del territorio. Eppure, sono esattamente le stesse che governano i comuni azionisti di Plures, i quali sono in grado di modificare gli indirizzi "industriali" dell’azienda, come ad esempio decidere l’abbandono del progetto di riempimento di Cava Fornace e l’avvio delle successive fasi necessarie alla chiusura. Per questo motivo ci appelliamo a tutte le forze politiche del nostro territorio e ai loro livelli regionali, affinché promuovano una sensibilizzazione politica con le rispettive maggioranze nei comuni azionisti di Plures con l’intento di giungere ad un ripensamento su Cava Fornace, necessario, urgente e indispensabile.Lo stesso appello lo indirizziamo ai nostri sindaci locali chiedendo loro uno sforzo in più nell'avviare un'interlocuzione, eventualmente anche in sede Anci Toscana, con le amministrazioni azioniste di Plures per il medesimo scopo.Il Consiglio congiunto è stato per noi non un punto di arrivo bensì un importante punto di partenza e le azioni che proponiamo ne sono la naturale prosecuzione. E’ vero che mancano due mesi e mezzo al 30 settembre, ma è anche vero che ogni giorno è un giorno in cui lavorare e agire per riscrivere il destino del nostro territorio. Il tempo è ora.









