Dopo il sopralluogo sulla spiaggia di Ronchi venerdì scorso l'assessore David Barontini si è seduto al tavolo con tutti gli operatori balneari e il sindaco di Massa Francesco Persiani a Villa Cuturi per ascoltare le proposte e le questioni legate all'erosione di Marina di Massa.La prima questione riguarda la proposta di un progetto unico di costa. Limitarsi infatti ad un solo tratto, si pensi al progetto Frigido-Lavello, lascerebbe il resto del litorale senza una progettualità di salvaguardia e soprattutto senza risorse. Sarebbe quindi opportuno, secondo i balneari, allargare la progettazione a tutta la costa, in virtù anche del probabile ampliamento del porto. La seconda riflessione riguarda il finanziamento per la sperimentazione di barriere permeabili, soluzioni che hanno costi minori e maggiori flessibilità per modifiche future. Le barriere permeabili hanno caratteristiche che sembrano adatte al caso della nostra costa: economicità e velocità di progettazione e realizzazione; attenuazione del fenomeno erosivo tramite la deviazione in superficie della forza di trascinamento dei sedimenti; rimovibili che è fondamentale per garantire manutenzioni ed eventuale spostamenti; flessibilità perchè possono essere integrate con difese in scogliera già esistenti e ripopolamento ittico. Nel 2025 questa proposta fu accolta dalla regione Toscana che emanò un bando per finanziare la sperimentazione delle barriere permeabili. Il problema è stata la burocrazia perchè i tempi e le modalità di realizzazione del progetto non hanno permesso al comune di Massa la sua attuazione. E' stato anche individuato il tratto dove poter attuare questo progetto sperimentale. Si tratta delle tre vasche escluse dal progetto del Magliano che sono in forte emergenza e al momento non sono interessate da progettazioni future.
Le criticità riguardano tutta la costa, ormai non si può più parlare di singole zone in sofferenza. Poveromo, per esempio, nella parte a levante dove non ci sono difese ha necessità di interventi, in attesa della progettazione e messa in opera di un progetto di difesa del litorale. Anche in questa zona si potrebbe intervenire con le barriere permeabili. Queste barriere poste sul fondale hanno il compito di smorzare l'energia dell'onda così che non si infrangano sulla riva in modo drammatico e distruttivo.
La terza proposta riguarda il finanziamento del progetto Magliano, appena sarà pronto.
La riflessione si è poi spostata sulla sabbia in eccesso al porto di Viareggio. I balneari erano stati all'autorità portuale di Viareggio nel 2024 per capire le modalità di spostamento della sabbia in eccesso che puntualmente intasa la foce del porticciolo ostacolando l'uscita dei natanti. Sarebbe proficuo infatti instaurare un rapporto continuo con il porto di Viareggio per organizzare ripascimenti tampone in attesa della realizzazione di progetti. L'autorità portuale di Viareggio infatti finanzia quasi ogni anno dragaggi di sabbia che vengono portati in mare a largo di Lido di Camaiore. Mettendo "a sistema" questi dragaggi sarebbe solo necessario un contributo per trasportare la sabbia da Lido di Camaiore a Massa, che probabilmente costerebbe meno che non portarla con i camion da chissà dove.
Altra questione riguarda i sedimenti del Magra che mettevano in equilibrio la costa fino a Marina di Pietrasanta. La costruzione del porto di Marina di Carrara e i prelievi Lunigianesi hanno modificato questo equilibrio naturale. Ad oggi la sabbia del Magra per normativa non può essere utilizzata in Toscana, mentre la Liguria lo fa. Da anni i balneari chiedono la modifica della normativa in questione per permetterne l'utilizzo, tema affrontato anche dal professor Rosi con il Romcav. La problematica non riguarda solo la costa massese ma anche per esempio Castiglion della Pescaia.
All'assessore Barontini è stato anche chiesto di rivedere il protocollo sulle riprofilature stagionali, perchè senza vincoli di tempi restrittivi si potrebbero realizzare progetti con uso di draghe e quindi con un risparmio di risorse. Si può anche supporre di utilizzare le risorse per risistemare le barriere esistenti.
Tutte queste questioni necessitano di essere discusse in un tavolo permanente Regione, Comune e balneari per seguire e monitorare costantemente la situazione e i diversi sviluppi.







