Centro pavimentazione 1
   Anno XI 
Venerdì 6 Novembre 2026
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Scritto da Redazione
Mostre
06 Novembre 2026

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Le stanze della Galleria Lattanzi si aprono per accogliere una nuova mostra del pittore livornese Massimo Lomi, che ha a Carrara le radici della sua formazione, come studente del liceo artistico sul finire degli anni '70. Lomi proviene da una famiglia di artisti di matrice post-macchiaiola, come nipote di Giovanni Lomi, e da lì muove la sua ricerca in totale autonomia.La nuova mostra carrarese intende mettere al centro proprio la duttilità di espressione di Lomi, con diversi soggetti che squadernano la poliedrica attività dell'artista e consta di 15 opere selezionate di diverse misure dell’artista livornese, con ormai alle spalle quasi mezzo secolo di attività pittorica che gli è valsa preziosi riconoscimenti, e apprezzamenti, ben oltre i confini della sua città e della nostra regione. Le opere presentate, come preannuncia il titolo, hanno tutte una qualche attinenza con il mare, le marine, le spiagge, i paesaggi e i riti che vi si svolgono in prossimità. L'appuntamento è per sabato 7 novembre, alle ore 18, con il vernissage durante il quale sarà presente l'artista che illustrerà il suo progetto “Scrigni d’arte”, consistente nella realizzazione di quadri su tavola di piccole dimensioni e soggetti vari che vengono presentati in uno scrigno che ne esalta la preziosità e, diversamente dall’essere attaccati a parete, consente la fruizione delle opere in una maniera diversa e originale. In occasione dell’incontro e in seguito fino al 30 novembre sarà possibile commissionare un’opera, racchiusa nello scrigno con il soggetto da voi prediletto, all’artista che provvederà a realizzarla in tempi brevi.

Artisti come Massimo Lomi - il quale addirittura porta inciso nel suo destino anagrafico l'appartenenza ad una "scuola" - dipingono continuando a scavare nel senso e nella portata di un movimento, arricchendolo con intelligenza figurativa. Nel suo caso è l'ondata macchiaiola a permanere innegabilmente attiva nello svolgersi del suo processo creativo. Quest'ondata di liberazione, esplosa nel cuore risorgimentale dell'Ottocento con fuoriclasse della pittura come Fattori e Cabianca, è stata talvolta recuperata dalle generazioni successive con un piglio non sempre di fresca attualizzazione, ma di ingolfo manierista. In mostra, delle visioni pittoriche di Lomi, percepiamo subito il palpito trepido, tremulo e nudo. Quella sua sicurezza di mestiere non cede mai a fraseggi retorici, né si fa filtro azzimato di vedute tolte al vasto campionario del già visto. Si potranno vedere da vicino le sue fughe prospettiche di passerelle sul mare, incendiate dal biancore mozzafiato del sole di mezzogiorno; la sua infilata di ombrelloni colti di scorcio dal basso, o il ritmo delle cabine ritte nell'aria di quarzo, traforate di luce abbacinante, sono pulitissimi attimi di visione. Le sue fenditure di luci languide nelle sere che muoiono sopra i tetti delle città, come il suo senso poeticissimo della lontananza, restituiscono un modo di sentire il dato fenomenico che trascende ogni appartenenza a scuole e poetiche precedenti. Lomi attraversa con perizia la stagione macchiaiola e lo fa per trovare la sua specifica angolazione di trasfigurazione stilistica. Ogni tela di Lomi poggia su un nitore, su una semplicità profonda di visione, che ci sembra come uno spicchio di realtà visto dopo un'operazione di cataratta. È questa pittura senza ombre, al limite della saturazione abbacinante, la cifra più autentica della pittura di Lomi.

In quasi mezzo secolo di lavoro - la sua prima esposizione, a Milano, risale a 1972 - Lomi ha raggiunto importanti traguardi: nel 1995 il Comune di Livorno gli ha dedicato una grande antologica ai “Bottini dell’Olio”, nel 2000 è tra gli artisti scelti per celebrare il Giubileo e nello stesso anno la consacrazione internazionale con la partecipazione ad Artexpo al Javits Center di New York, nel 2002 quando gli è affidata la copertina della rivista “Toscana Lions”, l’anno successivo espone a Bruxelles nella sede del Parlamento Europeo.
Poi due ricordi di particolare significato, nel 1990 la nomina a Segretario del glorioso sodalizio artistico ‘Gruppo Labronico’, di cui fecero parte, oltre al nonno Giovanni, artisti del calibro di Modigliani, Lomellini e Annigoni, poi, in anni relativamente più recenti, l’incontro con Papa Benedetto XVI° al quale illustrò la sua opera “Atmosfere di fede” dipinta negli ultimi giorni di vita di Papa Giovanni Paolo II.

Ingresso libero

Opening: sabato 07.11.2026 alle ore 18.00

dall'07.11.2026 al 08.01.2027

dal martedì al sabato: ore 17.00 - 20.00 Su appuntamento in altri orari

info: 3389965819 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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