Non è sfuggita all'attenzione del consigliere Simone Caffaz ed a quella di diversi altri, la curiosa combinazione che vede nel cartellone della nuova stagione teatrale agli Animosi di Carrara, anche uno spettacolo scritto diretto e interpretato dallo stesso direttore artistico del teatro Tindaro Granata, cioè colui che ha il compito di scegliere gli spettacoli da mettere in scena nel teatro carrarese e che, inevitabilmente ha fatto sorgere, quanto meno, il quesito se sia sua facoltà, in funzione del ruolo, anche usare il teatro che dirige per una sua personale rappresentazione. Ecco le considerazioni del consigliere Caffaz apparse sulla sua pagina social: "Lo scorso anno, prima ancora che si svolgesse la selezione pubblica per la direzione del Teatro degli Animosi, avevamo anticipato alla città, attraverso un semplice indovinello, chi sarebbe stato il vincitore. La selezione si concluse poi con la nomina di Tindaro Granata. Quando chiedemmo di poter visionare gli atti, questi ci furono forniti con forte ritardo e, a nostro giudizio, in modo incompleto.In particolare, ci furono consegnati i criteri oggettivi della selezione, dai quali il candidato poi risultato vincitore non emergeva al primo posto. Non ci furono invece forniti gli elementi relativi alla valutazione soggettiva, tra cui il verbale dettagliato del colloquio e il progetto presentato in quella sede.Nonostante le nostre reiterate richieste, anche in Consiglio comunale, quella documentazione non ci è stata consegnata. Restano quindi, a nostro avviso, domande legittime sulle motivazioni che hanno determinato la scelta finale.A questa vicenda si è aggiunto, durante la scorsa estate, un altro episodio che abbiamo ritenuto politicamente inopportuno: la fotografia che ritraeva l'assessore alla Cultura Gea Dazzi in gita a Tindari, in Sicilia, insieme a Tindaro Granata. Oggi, con la presentazione della nuova stagione teatrale, emergono ulteriori elementi sui quali riteniamo doveroso richiamare l'attenzione. Granata ha spiegato che la nuova stagione sarebbe stata suggerita dalla "comunità carrarina", che lo accompagnerebbe "verso il bel teatro e verso un percorso di crescita". Tra gli spettacoli inseriti nel cartellone troviamo però "Antropolaroid", del quale lo stesso Granata è autore, regista e interprete.
Ed è proprio qui che, inevitabilmente, sorgono alcune domande. Parliamo della stessa persona:quella che avevamo indicato come possibile vincitore della selezione prima ancora che la selezione si svolgesse; quella che è risultata vincitrice nonostante, sulla base dei parametri oggettivi che ci sono stati forniti, non risultasse prima; quella la cui vittoria, a nostro giudizio, resta da comprendere pienamente proprio per la mancata disponibilità dei verbali dettagliati e della documentazione relativa alle valutazioni soggettive, nonostante le reiterate richieste avanzate anche in Consiglio comunale;quella ritratta in gita a Tindari insieme all'assessora alla Cultura e quella che, nel ruolo di direttore artistico, si ritrova oggi nel cartellone anche come autore, regista e interprete di uno degli spettacoli programmati.
Ma non è finita qui.
Nel comunicato di presentazione della stagione teatrale, parlando di sé in terza persona, Granata viene descritto così: "Ad oggi non c'è nulla di paragonabile al lavoro di Granata. Forse dovremmo chiamare in causa Charlie Chaplin". E qui, francamente, ci fermiamo un attimo. Perché se abbiamo capito bene, il quadro sarebbe questo:
la selezione era pubblica, ma noi avevamo già previsto il vincitore; i criteri oggettivi che ci sono stati consegnati non lo davano per primo, mentre quelli soggettivi — insieme ai verbali dettagliati e al progetto — continuano a essere, per quanto ci risulta, introvabili; nel frattempo, direttore artistico e assessore alla Cultura sono stati immortalati insieme in quel di Tindari e oggi il direttore artistico inserisce in cartellone uno spettacolo nel quale è contemporaneamente autore, regista e interprete. Il tutto accompagnato dall'autorevole paragone con Charlie Chaplin. A questo punto manca solo un ultimo tassello: che il prossimo spettacolo lo diriga, lo interpreti, lo recensisca e magari gli assegni anche cinque stelle. Quanto alle altre protagoniste di questa straordinaria stagione, non resta che attendere: magari l'assessore Gea Dazzi si autoproclamerà Frida Kahlo e il sindaco Cleopatra.
D'altra parte, se siamo davvero davanti al nuovo Charlie Chaplin, perché accontentarsi della normalità? Al Teatro degli Animosi evidentemente non si va più soltanto verso il "bel teatro" e verso un "percorso di crescita". Si va direttamente verso Hollywood. Con una differenza: qui il copione sembra essere stato scritto prima ancora che iniziasse lo spettacolo. E, a quanto pare, il finale lo conoscevamo già".
"Al teatro Animosi avevamo, senza saperlo, anche Charlie Chaplin": le considerazioni del consigliere Caffaz sul direttore artistio del teatro che compare anche nel nuovo cartellone con un suo spettacolo
Scritto da Redazione
Politica
25 Settembre 2026
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