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Scritto da Redazione
Politica
04 Marzo 2026

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Sempre più critiche al servizio di assistenza scolastica in capo alla partecipata del comune di Carrara Nausicaa s.p.a. che gestisce educatori, mensa e trasporto e che da tempo è causa di malcontento delle famiglie, degli stessi educatori e dei sindacati. A mettere in evidenza questa realtà è il consigliere della Lista Ferri, Filippo Mirabella che spiega: “L'assistenza scolastica nelle scuole comunali di Carrara, fornita da Nausicaa s.p.a, non può essere gestita con logiche emergenziali o di mera sostituzione oraria: servono educatori stabili, competenti e servizi programmati, non improvvisati. Il dibattito degli ultimi giorni ha portato alla luce gravi criticità operative e organizzative: orari incerti, ruoli poco chiari e continuità educativa insufficiente. In un servizio che riguarda i rapporti quotidiani con i minori, la fragilità o il bisogno di supporto educativo non possono essere lasciati alla gestione “di giornata”. Ridurre il tema dell'inclusione ad una questione di orari significa azzerare un sistema complesso che deve invece essere realizzato con competenza e responsabilità. Attualmente, nell’organico di Nausicaa risultano circa 40 educatori a tempo indeterminato e 27 a tempo determinato, per un totale di 67 professionisti impegnati nei servizi scolastici e socio-educativi del comune di Carrara. Purtroppo, però, la gestione organizzativa sembra lontana da questa visione. Troppo spesso gli educatori si ritrovano con contratti part-time, reiterati a volte da anni, senza continuità, sospesi nei mesi estivi e costretti a spostamenti tra plessi diversi senza un quadro stabile di riferimento. Questo modello contrattuale non tutela i lavoratori e, soprattutto, rompe la continuità educativa indispensabile per i minori con bisogni relazionali e di autonomia. Inoltre, il comune effettua un investimento economico significativo di oltre 1,6 milioni di euro per affidare i servizi di educazione scolastica, centri estivi, mensa e trasporto. Si tratta di una spesa rilevante, che richiede non solo gestione amministrativa, ma anche programmazione seria, qualità educativa e trasparenza nei risultati, a tutela dei minori e delle proprie famiglie.

La qualità del servizio non può quindi dipendere dalla giornata e non possiamo accettare che in un contesto complesso la funzione educativa si riduca a semplice vigilanza o presenza in aula senza progetti concordati e pianificati. Gli educatori non sono “sorveglianti a ore”, l'intervento dell'educatore non è un supporto generico, ma si basa su progetti educativi individualizzati formalizzati nel Pei e costruiti in équipe con la scuola. Perché tutto questo manca? Esistono o no i progetti educativi individualizzati formalizzati nel Pei e costruiti in équipe con la scuola? Chi ha la responsabilità della gestione? E i Servizi sociali perché non intervengono? Le criticità emerse trovano riscontro anche nel dibattito pubblico e negli articoli apparsi sulla stampa locale nelle ultime settimane. Il silenzio da parte dell’amministrazione, in particolare del sindaco Arrighi, dell’assessore al Sociale Roberta Crudeli e del direttore di Nausicaa Lucia Venuti, è preoccupante. La qualità educativa non può dipendere dall’improvvisazione ed è necessario intervenire su una programmazione adeguata degli orari e delle funzioni degli educatori; va garantita continuità di presenza con personale qualificato; va affrontata una revisione dei contratti per superare precarietà e frammentazione; va istituito un tavolo di confronto serio con educatori, sindacati e famiglie per definire standard di qualità, progetti e responsabilità organizzative. Gli educatori non sono semplici “numeri” da allocare a seconda delle esigenze del momento, ma risorse umane qualificate, che meritano contratti dignitosi, tutele reali e percorsi professionali coerenti.Riteniamo necessario che le suddette esponenti dell'Amministrazione comunale e della direzione di Nausicaa intervengano con un confronto pubblico e valutino un ripensamento dell’organizzazione del servizio con responsabilità, concretezza e una visione che metta davvero al centro il benessere dei minori e la qualità educativa, non la logica del tappabuchi”.

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