«Su Cava Fornace siamo davanti a un paradosso democratico che non può essere ignorato. Il Consiglio regionale della Toscana ha impegnato la Giunta a perseguire la chiusura della discarica. Le amministrazioni dei territori interessati, da Pietrasanta a Montignoso, passando per Forte dei Marmi, si sono espresse contro l'ampliamento. Eppure, a distanza di anni, si discute ancora della possibilità di autorizzare nuovi conferimenti.Il punto è che dietro questa vicenda esistono interessi economici precisi. La società che gestisce Cava Fornace è controllata da Plures, partecipata da Comuni della Toscana centrale, tra cui Firenze, Prato e Pistoia. La prosecuzione dell'attività rappresenta una prospettiva economica per il gestore, mentre le conseguenze ricadono sui territori della costa apuo-versiliese.È una contrapposizione che chiama direttamente in causa anche le responsabilità politiche delle amministrazioni comunali di centrosinistra che partecipano alla società. Gli interessi economici di un gruppo pubblico non possono prevalere sulla volontà espressa dalle comunità che ospitano la discarica. Autorizzare l'ampliamento di Cava Fornace, contro gli indirizzi del Consiglio regionale e la contrarietà delle amministrazioni locali, rappresenterebbe un tradimento della volontà democratica dei territori, sacrificata sull'altare di interessi economici contrapposti a quelli delle comunità locali. La Regione Toscana non può ignorare il significato politico e istituzionale di anni di pronunciamenti favorevoli alla chiusura. La questione è semplice: se tutti gli organismi rappresentativi dei territori interessati chiedono di chiudere la discarica, perché continuiamo a discutere del suo ampliamento? Le comunità della costa apuana e versiliese non possono essere considerate spettatrici di decisioni che riguardano il futuro del loro territorio. La costa apuo-versiliese non è la pattumiera della Toscana». Così i deputati della Lega Andrea Barabotti ed Elisa Montemagni.
Cava Fornace, Barabotti e Montemagni (Lega): «La costa apuo-versiliese non è la pattumiera della Toscana»
Scritto da Redazione
Politica
30 Ottobre 2026
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