Arriva da Carlo Milani un'ulteriore precisazione sul dibattito su Evam: "Rtengo necessario aggiungere qualcosa al mio intervento al margine del Convegno organizzato da Evam, intervento nel quale mi sono permesso di contestare alcune affermazioni dei relatori. Sono intervenuto al convegno ed ancora intervengo sulla stampa non per far polemica, ma perchè sono affezionatissimo all'EVAM, in quanto per molti anni dall'Ottanta in poi, ho lavorato come professionista per questo Ente, realizzando la captazione delle sorgenti attualmente utilizzate per l'imbottigliamento nonchè il relativo acquedotto. Diciamo subito, a scanso di equivoci, che le nostre ( mi permetto di dire nostre” ) acque sono veramente ottime, così come le opere di captazione che vennero visitate con grande interesse da una delegazione della Finlandia, una nazione che di acqua e di civiltà ambientale se ne intende davvero. L'acqua quindi è ottima e leggerissima, ma il problema, checchè se ne possa dire trionfalisticamente, è che di acqua nel monte Belvedere ce ne è poca, nei periodi siccitosi pochissima, e non si può mettere da parte nei periodi piovosi. Le sorgenti ancora utilizzabili sono sparse nel territorio, captarle , controllarle, salvaguardarle e convogliarle all'imbottigliamento sarebbe costosissimo; pensare poi di utilizzare quelle di Montignoso o Strettoia è impensabile, senza contare che alcune sorgenti “papabili" servono all'acquedotto idropotabile dei paesi montani, il che vuol dire che acqua minerale preziosa viene giocoforza utilizzata per le lavatrici. Questo problema della scarsità d'acqua nei periodi siccitosi è sempre stato ben presente e l'opportunità di captare nuove sorgenti è sempre stata ben valutata da chi in passato ha diretto l' Ente interpellando geologi ed idrologi di fama nazionale, di cui non sto a fare il nome. Mi sembra, e se sbaglio, mi si corregga, che il problema di nuove risorse idriche e della protezione dall'inquinamento, sempre possibile, delle sorgenti, non sia stato negli anni approfondito adeguatamente, tant'è che le sorgenti sono ancora solo quelle captate appunto negli anni Ottanta e non sono state adottate misure specifiche di protezione del bacino di alimentazione delle stesse.
Prima di pensare a nuovi mercati, quindi, a mio avviso, bisognerebbe pensare all'acqua e pensare anche che la concorrenza, ad esempio Sant'Anna e Lauretana, dispone di sorgenti anch'esse leggerissime, molto più abbondanti e provenienti da bacini incontaminati ad oltre 1000 metri di altezza. Un invito quindi a riflettere pensando anche alla poesia in dialetto di Ubaldo Bellugi “Pogo de tutto ”. Massa ha ottimo vino di Candia, ha, o meglio aveva, ottimo olio della costa, ottimi fichi, ottimi limoni, ottime barbe, ottimi agli , ottime castagne, tutto poco, però. Per l'acqua è uguale e speriamo che non ce ne sia poco anche di cervello".









