Simone Caffaz ha affidato al suo profilo social la sua versione di come si è arrivati alla rottura nel centro destra carrarese. Ecco il testo integrale del suo post:
"Cari amici,
è arrivato il momento di raccontarvi che cosa è successo nelle ultime settimane. Ma per farlo devo tornare indietro di qualche anno.Per me, il giorno in cui Serena Arrighi è diventata sindaca non è stato quello del ballottaggio. È stato il 22 febbraio 2022.Fino a quel momento il percorso della coalizione sembrava avere una direzione precisa. Forza Italia, che era stato il primo partito a sostenermi e persino a propormi come candidato, cambiò improvvisamente posizione, seguita pochi giorni dopo da Cambiamo con Toti. Scelte vertistiche e frutto di vera e propria pirateria politica che hanno inciso profondamente sull'esito di quella competizione. Per Vannucci, che ricevette quel sostegno, il vantaggio fu limitato. Per me, invece, le conseguenze furono pesanti. A Carrara Forza Italia era percepita come il partito più vicino alle mie idee e il venir meno di quel sostegno influenzò inevitabilmente la campagna elettorale. Fino al 22 febbraio i sondaggi mi davano in vantaggio in un eventuale ballottaggio contro Serena Arrighi; dopo quella data lo scenario cambiò completamente. Ricordo bene anche le fotografie pubblicate sui giornali in quei giorni. Le richiamo oggi perché molte delle persone protagoniste di quella stagione politica sono le stesse che stanno riproponendo uno schema destinato a produrre gli stessi risultati: dividere il centrodestra e consegnarlo, ancora una volta, alla sconfitta.Dopo le ultime elezioni ero convinto di lasciare la politica. Pensavo di dimettermi da consigliere comunale e chiudere quella esperienza. Sono stati Massimiliano Bernardi, Massimiliano Manuel e Andrea Tosi a convincermi a restare. La passione, ancora una volta, ha avuto la meglio.
Da quel momento abbiamo iniziato un lungo lavoro per costruire un progetto serio in vista delle prossime elezioni comunali. Ho partecipato a 106 riunioni e contribuito a coinvolgere gran parte dei 23 potenziali candidati sindaco che abbiamo contattato.
L'obiettivo era semplice: costruire un'alleanza civica e politica capace di rinnovare il fronte alternativo all'amministrazione comunale. Per questo, nello scorso aprile, abbiamo consegnato ai partiti una terna di candidati con caratteristiche condivise: persone civiche, senza precedenti esperienze istituzionali, con curricula significativi e senza interessi economici particolari da rappresentare.
Da quella terna Fratelli d'Italia e Lega indicarono con convinzione Dino Traversa come candidato preferito. Forza Italia espresse apprezzamento, pur senza assumere una posizione altrettanto netta.
Poi lo scenario è cambiato.
Andrea Vannucci, sempre lui, ha proposto Fabio Traversi, ex assessore della giunta Zubbani, come candidato di un progetto politico che affiderebbe a una parte del mondo imprenditoriale del marmo un ruolo determinante nella scelta del candidato e nella gestione della campagna elettorale e successivamente della città.
Voglio essere molto chiaro su questo punto. Non ho nulla contro gli imprenditori del marmo. Al contrario, ho sempre sostenuto la necessità di ricostruire un rapporto di collaborazione tra il mondo produttivo e la politica. Collaborazione, però, non significa sovrapposizione.
Credo profondamente nell'autonomia della politica. È uno dei principi fondamentali della cultura liberale. Quando chi rappresenta interessi economici e chi esercita la funzione politica finiscono per coincidere, anche con le migliori intenzioni, si crea una situazione che ritengo sbagliata e pericolosa.
In una successiva riunione, alla presenza di tutte le forze civiche e politiche coinvolte, la proposta Traversi fu respinta all'unanimità. Con il passare delle settimane, però, il clima è mutato. Sono cresciute tensioni, diffidenze e attacchi nei confronti di Dino Traversa. Io e Massimiliano Bernardi non siamo mai stati rigidi. Pur continuando a ritenere il progetto politico costruito attorno a Traversi una scelta sbagliata, abbiamo sempre cercato soluzioni condivise.Abbiamo proposto di tornare a valutare gli altri due nomi della terna. La proposta è stata respinta. Abbiamo quindi chiesto che, in presenza di candidature diverse, fossero gli elettori a decidere attraverso le primarie.Il 20 luglio, durante una riunione con tutte le componenti del centrodestra e del civismo, era stata presa una decisione chiara: se entro una settimana fosse emersa l'unica candidatura di Traversa, quella sarebbe diventata la candidatura unitaria; in caso contrario si sarebbero svolte le primarie.Nel corso della scorsa settimana il segretario comunale di Fratelli d'Italia, Massimiliano Manuel, ha anche chiesto a Dino Traversa la disponibilità a partecipare alle primarie, disponibilità che fu confermata.Nonostante questo, la candidatura di Traversa è stata, sorprendentemente e incredibilmente, esclusa dai partiti nella riunione di lunedì scorso, impedendo di fatto lo svolgimento delle primarie. Una decisione autolesionista, assurda e antidemocratica che ancor oggi non riesco a spiegare se non nella decisione di perdere scientemente le prossime elezioni. Ho sentito il dovere di raccontarvi questi fatti per correttezza e trasparenza.Che cosa accadrà adesso ancora non lo so. Ne parleremo nei prossimi giorni tutti insieme: sia con gli amici che hanno condiviso con me la straordinaria avventura di cinque anni fa che con tutte le persone che in questi anni si sono avvicinate al nostro progetto.Di una cosa, però, sono certo.La dignità, la coerenza e i valori nei quali abbiamo sempre creduto da noi non sono in vendita. Da noi".