"Un paradosso inaccettabile che scarica le responsabilità della lotta all'erosione e riduce gli interventi costieri al solo dragaggio del porto". È questo il duro commento alla luce delle ultime decisioni della Regione Toscana che, di fatto, affida la gestione operativa ed economica della difesa della costa all'Autorità di Sistema Portuale. Dopo mesi di tavoli tecnici, promesse e proposte, l'unico intervento concreto all'orizzonte si limiterà al dragaggio dell'imboccatura del porto di Marina di Carrara. La progettazione, i costi e persino uno studio sul posizionamento delle sabbie saranno interamente a carico dell'ente portuale."Ci domandiamo cosa stia facendo la Regione in tutto questo" intervengono i balneari del Consorzio. "A parte recepire una norma nazionale del 2025 che consente questo passaggio, Firenze non sta stanziando alcuna risorsa propria nella lotta all'erosione che flagella il nostro litorale. A questo punto, provocatoriamente, ci chiediamo: perché non cedere direttamente l'intera delega della difesa della costa all'Autorità portuale? Se il porto fa bene a risolvere i propri problemi di insabbiamento, questa non può e non deve essere la risposta al dramma dell'erosione costiera. La Regione ha il dovere di investire risorse fresche sulla costa massese".
L'unica vera notizia positiva all'interno della delibera regionale riguarda l'apertura all'utilizzo delle sabbie del fiume Magra per i ripascimenti, una soluzione attesa da anni dal territorio. Tuttavia, l'appello è che gli uffici regionali inizino a lavorare in questa direzione fin da subito, senza ulteriori rinvii.Una necessità, quella di intervenire finanziariamente, confermata persino dai vertici regionali. Lo stesso assessore Barontini, in sede di presentazione del masterplan, ha ammesso che "le emergenze più significative si riscontrano nella parte nord della costa toscana, soprattutto nella provincia di Massa Carrara". "Se alle parole dell'assessore non seguiranno stanziamenti economici immediati da parte della Regione – concludono – queste emergenze sono destinate inevitabilmente ad aggravarsi, condannando il nostro litorale all'abbandono".









