Arriva da Federico Cenderelli del Comitato Avenza Si R-esiste: "Negli ultimi anni l'innalzamento della temperatura mondiale ha causato profondi disagi alla popolazione, comportando un aumento in costi per il raffrescamento e una maggiore frequenza di fenomeni estremi a rischio idrogeologico. Di fronte a questo scenario, è necessaria una nuova concezione del luogo in cui viviamo, della nostra città, in una visione green ed ecologica. Le piante, infatti, sono i nostri migliori alleati in quanto riescono ad abbassare la temperatura del suolo di 4-5 gradi, aiutando anche il deflusso delle acque piovane, nonché il proliferare di più ecosistemi. A Carrara, purtroppo, tutto questo sembra un'utopia: a partire dal 2022, abbiamo subito prima il danno del downburst e successivamente una serie di abbattimenti di alberi. Queste rimozioni, il più delle volte, non sono state seguite da alcuna ripiantumazione o nel migliore dei casi, c’è stata la sostituzione di grandi alberature con arbusti, i quali offrono un basso impatto ecologico. Dovremmo tenere conto di questo fattore perché un albero adulto, oltre ai vantaggi già citati precedentemente, ha la capacità di assorbire una quantità di CO2 immensamente maggiore rispetto al giovane alberello. Quindi, quando si va ad abbattere una pianta, bisognerebbe valutare tutte le conseguenze del caso. A ciò si aggiungono le minime manutenzioni del nostro verde e l’assenza o non la idoneità delle aiuole (spesso ridotte in dimensioni o coperte totalmente dal cemento) che non permettono alla pianta di crescere regolarmente. Rivendico un concetto a chi, ancora oggi, vuole l'abbattimento sistematico dei pini ai lati delle strade: la sicurezza umana viene prima di tutto, ma dobbiamo tenere conto anche dei vantaggi che queste piante ci offrono ogni giorno. Allora, dovrebbe essere una priorità abbattere quelle pericolose, preservando il più possibile tutte le altre attraverso gli ultimi studi e tecniche innovative. Carrara negli ultimi anni, nonostante la propaganda green precedente alle elezioni comunali del 2022, ha assistito a una vera e propria gestione fallimentare del verde, al quale non viene dato l'interesse che merita. È arrivato il momento, allora, di cambiare questa visione per cercare di lasciare a noi stessi e a chi verrà in futuro un posto migliore in cui vivere".
Gestione fallimentare del verde: la critica di Avenza Si R-Esiste
Scritto da Redazione
Politica
28 Luglio 2026
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