Gli avvisi di pagamento emessi dal Consorzio di Bonifica Toscana Nord sono illegittimi in quanto non riportano in modo chiaro le opere eseguite e il beneficio concreto apportato ai singoli immobili. È questa la posizione espressa dal Gruppo Tutela Cittadini Consorzi di Bonifica, composto dall'On. Maria Teresa Baldini, dagli avvocati Mauro Domenici e Lorenzo Vatteroni, dal consigliere comunale di Capannori Dott. Domenico Caruso e dal consigliere comunale di Molazzana Simone Simonini. Secondo il Gruppo Tutela Cittadini, gli avvisi notificati ai contribuenti risultano privi di un'adeguata motivazione in merito ai criteri di calcolo adottati e, soprattutto, alle opere di bonifica e manutenzione effettivamente realizzate a vantaggio degli immobili interessati. Una carenza che impedisce ai cittadini di verificare la sussistenza del presupposto richiesto dalla legge per il pagamento del contributo consortile, ossia il beneficio diretto e specifico derivante dagli interventi eseguiti. Il richiamo è all'articolo 860 del Codice Civile, secondo cui i proprietari degli immobili ricompresi nel comprensorio di bonifica sono tenuti a contribuire alle spese per l'esecuzione, la manutenzione e l'esercizio delle opere in ragione del beneficio che ne traggono. Da tale disposizione – osserva il Gruppo Tutela Cittadini – emerge che la semplice proprietà dell'immobile non è sufficiente a giustificare il contributo: è necessario dimostrare che le opere abbiano determinato un effettivo incremento di valore o una concreta utilità per il bene. Per il Gruppo Tutela Cittadini, l'inclusione dell'immobile nel perimetro di contribuenza previsto dal Piano di Classifica non può essere considerata, da sola, prova dell'esistenza del beneficio. Al contrario, il Consorzio è tenuto a indicare puntualmente gli interventi eseguiti e il nesso causale tra tali opere e il vantaggio conseguito dal singolo immobile, anche in considerazione della natura tributaria del contributo e degli obblighi di motivazione previsti dallo Statuto dei diritti del contribuente.
Secondo i legali del Gruppo, la tesi secondo cui sarebbe sufficiente la mera inclusione dell'immobile nel comprensorio si tradurrebbe in una presunzione di vantaggio non prevista dalla legge. In materia di contributi di bonifica, infatti, non esisterebbe alcuna norma che stabilisca una presunzione legale di beneficio a favore degli immobili interessati dalle opere.Il Gruppo Tutela Cittadini richiama inoltre l'articolo 7, comma 5-bis, del D.Lgs. n. 546/1992, che disciplina l'onere della prova nel processo tributario, evidenziando come spetti all'ente impositore dimostrare oggettivamente i fatti posti a fondamento della pretesa tributaria. In assenza di tale dimostrazione, sostengono i promotori dell'iniziativa, l'atto impositivo sarebbe suscettibile di annullamento.A sostegno della propria posizione vengono richiamate numerose pronunce della Corte di Cassazione (tra cui le sentenze n. 13109/2020, n. 27469/2016, n. 8960/1996 e le ordinanze n. 17759/2019 e n. 20902/2021), secondo cui il contributo consortile è legittimo solo in presenza di un beneficio diretto e specifico per l'immobile, che deve essere adeguatamente dimostrato dal Consorzio sin dalla notifica dell'avviso di pagamento e non soltanto in sede contenziosa.In un atto di natura tributaria - conclude il Gruppo Tutela Cittadini Consorzi di Bonifica - la motivazione rappresenta una garanzia fondamentale del diritto di difesa del contribuente, che deve essere posto nelle condizioni di verificare immediatamente la legittimità della richiesta di pagamento.Il Gruppo Tutela Cittadini Consorzi di Bonifica ritiene che il rapporto tra amministrazione e contribuenti non possa fondarsi su richieste di pagamento che, a suo avviso, non consentono ai cittadini di comprendere pienamente le ragioni della pretesa tributaria. Chi chiede il pagamento di un tributo ha il dovere di spiegare con chiarezza perché lo pretende e quale beneficio concreto ne giustifica l'imposizione.Per questo il Gruppo chiede al Consorzio di Bonifica Toscana Nord di assumersi la responsabilità di rendere gli avvisi di pagamento pienamente trasparenti, indicando le opere eseguite, il nesso tra tali interventi e il beneficio attribuito ai singoli immobili, nel rispetto dei principi di legalità, trasparenza e buon andamento dell'azione amministrativa.Pertanto, tutti i cittadini che ritengano di aver ricevuto un avviso di pagamento privo di un'adeguata motivazione sono invitati a non rimanere spettatori, ma a far sentire la propria voce inviando copia dell'avviso e ogni documentazione utile all'indirizzo
Le segnalazioni saranno raccolte e portate all'attenzione del Consiglio del Consorzio attraverso un'iniziativa istituzionale promossa dalla consigliera On. Maria Teresa Baldini, affinché venga fatta piena chiarezza sulle modalità di emissione degli avvisi e siano adottate tutte le misure necessarie a garantire il pieno rispetto dei diritti dei contribuenti.
La trasparenza non è una concessione, ma un obbligo verso i cittadini.
Solo attraverso la partecipazione dei cittadini sarà possibile chiedere con forza il rispetto della legge e ottenere la trasparenza che ogni contribuente merita, conclude il Gruppo Tutela Cittadini Consorzi di Bonifica.
Gruppo Tutela Cittadini Consorzi di Bonifica
On. Maria Teresa Baldini
Avvocati Mauro Domenici e Lorenzo Vatteroni
Consigliere comunale di Capannori Dott. Domenico Caruso
Consigliere comunale di Molazzana Simone Simonini









