Centro pavimentazione 1
Centro pavimentazione 1
   Anno XI 
Martedì 21 Aprile 2026
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie

Scritto da Redazione
Politica
14 Agosto 2024

Visite: 449

Legambiente si è sempre battuta per bandire senza indugi le gare pubbliche per il rilascio delle concessioni e, pertanto, si è opposta all’introduzione dell’art. 21 che prolunga al 2042 l’autorizzazione alle cave esistenti (premiando così la rendita di posizione, peraltro in cambio di briciole).Ciò premesso, ne discende che gli interventi e i relativi investimenti previsti dall’art. 21 non sono certo una regalia degli imprenditori, ma il corrispettivo dovuto per il prolungamento delle concessioni. Siamo pertanto convinti che tali interventi, in quanto approvati dal Comune perché ritenuti di utilità pubblica, devono esse gestiti in piena trasparenza e nel rispetto delle regole del Codice dei Contratti Pubblici.Così il Circolo Legambiente Carrara interviene nelle querelle fra Amministrazione Comunale e industriali del marmo. A detta dei concessionari di cava, infatti, l’applicazione delle norme del Codice sarebbe “un aggravio” insostenibile per le imprese, che non sarebbero nemmeno attrezzate per esperire le procedure di affidamento. A loro dire, le regole del decreto legislativo 36/2023 porterebbero a gare al massimo ribasso.«Tutte considerazioni infondate – replicano da Legambiente – dato che quello del massimo ribasso, nel nuovo Codice, è un criterio residuale: il legislatore predilige invece quello dell’offerta economicamente più vantaggiosa, dove quello del prezzo è solo uno dei componenti e (se la stazione appaltante lo vuole) possono assumere grande rilievo gli aspetti qualitativi, dai tempi di esecuzione al pregio tecnico alle soluzioni innovative fino (per noi non ultimi) gli aspetti ambientali delle diverse soluzioni progettuali esecutive». Anche l’argomento della competenza tecnica delle imprese a svolgere gare d’appalto è irrilevante: con il nuovo sistema di qualificazione vi sono anche molti enti pubblici minori o società partecipate che non hanno i requisiti per procedere autonomamente. Pure in questo caso il Codice individua un soggetto, la “centrale di committenza” (ad esempio lo stesso Comune di Carrara) che potrebbe curare la procedura per conto di terzi, assicurando il rispetto di quei principi fondamentali che sono alla base delle regole e dei principi degli appalti pubblici: principio del risultato, della fiducia, dell’accesso al mercato, di buona  fede e tutela dell’affidamento, di solidarietà e sussidiarietà, …, di massima partecipazione, di applicazione dei contratti collettivi nazionali di settore (solo per citarne alcuni). «Il rifiuto degli industriali di confrontarsi con questi principi e queste regole – incalza Legambiente – non ci sorprende perché è del tutto coerente con le logiche “padronali” che da tempo ormai caratterizzano il rapporto fra i titolari delle concessioni/autorizzazioni di un bene pubblico, le cave, e chi ne è proprietaria, la collettività carrarese».Ovvio quindi che il sistema delle imprese mal sopporti vincoli pubblicistici nell’affidamento dei lavori: una gara secondo il Codice dei Contratti impedirebbe di affidare direttamente le opere maggiori ad imprese “amiche”. Non sono pochi i gruppi o le ditte estrattive che controllano, partecipano o hanno comunque vincoli societari anche con imprese edili o immobiliari. Affidare direttamente a queste imprese i lavori permetterebbe, anzitutto, di recuperare immediatamente l’utile di impresa (chi esegue le opere è normale e giusto che ne abbia un guadagno), non permetterebbe di verificare sul mercato che i prezzi siano effettivamente congrui e quindi, di fatto, sottrarrebbe alla comunità parte dei benefici economici che dovrebbero derivare al pubblico interesse dalla dilazione di 25 anni delle gare per le concessioni. Al contrario, con una procedura di affidamento esperita secondo il Codice dei Contratti pubblici, lo stesso ribasso di gara dovrebbe essere reinvestito a favore di ulteriori opere pubbliche.«Noi non abbiamo mai apprezzato l’art. 21, per il concetto in sé e per le modalità di definizione dei progetti: tra l’altro, ancora ad oggi, non c’è ancora stata una piena trasparenza ed una effettiva e completa pubblicità dei progetti presentati dalle ditte», conclude Legambiente Carrara. «Ma nella situazione di fatto in cui ci troviamo oggi, il minore dei danni si ha se i soldi messi sul tavolo dagli industriali (che, ribadiamo, sono soldi pubblici) sono investiti con regole certe e trasparenti, come il Codice dei Contratti pubblici può oggi garantire».

Pin It
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie

ULTIME NOTIZIE BREVI

Spazio disponibilie

Venerdì 22 maggio alle 10, in Comune a Carrara si terrà l'asta pubblica per la vendita di…

Domenica 19 aprile a partire dalle 15 la rsa Regina Elena di via don Minzoni celebra…

Spazio disponibilie

Per consentire il posizionamento di un'area di cantiere  per eseguire i lavori di riqualificazione del campo sportivo,  l'ordinanza…

Spazio disponibilie

Ultimi mesi utili per recarsi in Comune e richiedere la carta di identità elettronica: dal…

L'Associazione Amici di San Caprasio organizza l'assemblea dei soci. Prima convocazione alle ore 17 di venerdì 17 aprile e in…

Spazio disponibilie

Ammonta a circa 171 mila euro la somma che la Provincia di Massa-Carrara ha messo…

Un trasporto eccezionale interessa in questi giorni la Sp 48 del Mare a Marina di Carrara e,…

Spazio disponibilie

RICERCA NEL SITO

Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie