I Giovani Democratici di Massa Carrara aderiscono convintamente alla manifestazione del 24 gennaio in solidarietà ai manifestanti del 3 ottobre, scesi in piazza per difendere la libertà e l'autodeterminazione di un popolo massacrato dalle bombe del governo di Israele. Con i 37 manifestanti denunciati (numero in aumento in queste ultime ore), soggetti alle indagini da parte della Procura, c'eravamo anche noi. Se colpiscono loro, colpiscono anche noi, non solo dirigenti o esponenti di rilievo di associazioni, partiti o sindacati ma anche semplici ragazzi che hanno pacificamente esercitato il loro diritto di manifestare. Quella mattina eravamo in migliaia, un movimento dal basso di cittadini che hanno risposto alla disumanità di Gaza e al blocco della Flottiglia. È tanta l'indignazione. Lo diciamo chiaramente quello che è accaduto ha dell'incredibile, è un vero e proprio atto repressivo e intimidatorio, soprattutto se pensare che convocati in questura c'erano anche studenti appena maggiorenni. E allora colpisce anche il nostro essere giovani, non violenti, pacifici e pacifisti, giovani che marciano per la pace, che desiderano un mondo fatto di meno ingiustizie civili e sociali, con uno sguardo allo scenario internazionale ma anche nazionale.
Perché quello che è successo non è un incidente di percorso ma uno schema che proviene dall'alto, dal governo più a destra della Repubblica Italiana, da quel Decreto Sicurezza (tra le contestazioni c'è proprio il blocco ferroviario e, ricordiamolo, il decreto trasforma in reato anche la mera resistenza passiva) che reprime chi dissente, chi manifesta, chi sciopera, se gli scioperanti vengono dichiarati illegali, qualcosa di malsano si insidia nella nostra democrazia. Se perdiamo la legittimità di dire e fare qualcosa in modo del tutto pacifico senza causare danno a nessuna persona e nessuna cosa, si è perso anche il profondo senso di umanità che ci dovrebbe muovere. Come provocazione, chiediamo al Ministro Salvini, se viene contestato ai partecipanti anche l'interruzione di servizio pubblico (ferroviario), Lei di cosa dovrebbe rispondere, con un accumulo di ritardi pari a ben due anni? Con tutto il rispetto delle indagini e dell'operato della magistratura qui si inserisce un tassello maggiore, fatto dalla riforma della giustizia, che di giustizia non ha nulla, che essenzialmente non semplifica, non accelera i processi, non inserisce nuove figure tecniche, ma solamente consente nello scenario peggiore ma possibile di sottoporre alla volontà politica il pubblico ministero. Se questo è un rischio immaginario, in questo clima nazionale è più che mai concreto. Ringraziamo i parlamentari Marco Furfaro del Partito Democratico e Marco Grimaldi di Alleanza Verdi e Sinistra che si sono attivati per presentare interrogazioni parlamentari. Facciamo un appello ai nostri possibili alleati, portiamo avanti una lotta trasversale che coinvolga tutte le forze politiche e sindacali per rispondere con forza davanti alla deriva del nostro paese, solo con la fermezza dell'unità potremo auspicare a un cambiamento vero.









