"Esultare per l'affidamento del servizio di coordinamento della sicurezza appare l'ennesima operazione di comunicazione trionfalistica dell'ASL Toscana nord ovest. Cantare vittoria per una firma burocratica su un cantiere che accumula già ritardi su ritardi, quando ancora una volta i tempi delle opere sanitarie si allungano, suona quasi come una beffa per i cittadini di Carrara" a dirlo è il consigliere della Lista Ferri Filippo Mirabella che spiega: "La narrazione trionfante sulla nuova palazzina da 3.700 metri quadrati e 15,5 milioni di euro — ribattezzata criticamente il "Cubo" — tenta di celare una realtà ben diversa: un'operazione contestata sotto il profilo funzionale, ambientale e finanziario, di fronte alla quale la politica locale ha preferito, a nostro parere, assistere piuttosto che esercitare fino in fondo il proprio ruolo.
La cronologia dei ritardi e i numeri del progetto
Per comprendere la portata dei rallentamenti e le criticità dell'opera, basta mettere in fila i fatti e i numeri : a quando risale la decisione? L'ipotesi di realizzare una nuova struttura a Monterosso per sostituire il Monoblocco (dopo i problemi di staticità e le prescrizioni dei Vigili del Fuoco) ha preso forma nel 2023, diventando il perno del piano di riorganizzazione dell'ASL. Quando doveva partire il cantiere? Secondo i programmi iniziali comunicati dall'azienda sanitaria, le opere preliminari edili avrebbero dovuto prendere il via già nella prima metà del 2025. Tra gare, passaggi burocratici e rimodulazioni dei costi, i lavori sono slittati al 2026. Quanto tempo ci vorrà per uscire dai container? I cittadini e gli operatori sanitari sono costretti da anni negli ambulatori mobili di Monterosso, inizialmente previsti come soluzione temporanea. Con la consegna dell'immobile fissata (sulla carta) a dicembre 2027 e i successivi tempi tecnici per il collaudo e il maxi-trasloco delle apparecchiature, i container rimarranno nell'area di Monterosso ancora a lungo, superando abbondantemente i quattro anni di "temporaneità".
Lo spreco di risorse e la cementificazione inutili
Come denunciato dai comitati di cittadini (Comitato Salute Pubblica Massa Carrara, Primo Soccorso e Urgenza Carrara) e sostenuto in sede di Consiglio Comunale dal sottoscritto, l'opera appare svantaggiosa su due fronti: spreco di denaro pubblico e risorse umane. Destinare 15,5 milioni di euro alla costruzione di un nuovo edificio quando la sanità locale soffre di una drammatica carenza di personale, medici e infermieri, rappresenta, a parere d molti, una scelta miope. I fondi, sostengono i critici, avrebbero dovuto concentrarsi sul reclutamento e sulla messa a norma delle strutture esistenti.
Cementificazione contro recupero dell'esistente: Nel complesso di Monterosso esistono già palazzine storiche ed edifici sottoutilizzati o abbandonati. Anziché consumare nuovo suolo con una "colata di cemento", si sarebbe potuto procedere al recupero e alla rifunzionalizzazione degli spazi interni già presenti, riducendo l'impatto ambientale e valorizzando il patrimonio immobiliare pubblico.
L'assenza della politica: le responsabilità della Giunta Arrighi
L'aspetto più sconcertante di questa vicenda è l'atteggiamento dell'amministrazione comunale che non ha espresso, a parere di molti, una posizione netta a tutela delle esigenze della comunità. E questo è ancora più significativo considerando il ruolo della Arrighi come presidente della Conferenza zonale dei sindaci, organismo chiamato a confrontarsi sulle strategie sanitarie del territorio. Di fronte alle perplessità della cittadinanza e alle denunce dei comitati, l'amministrazione non ha esercitato, a nostro parere, una pressione istituzionale sufficiente per chiedere all'ASL di valutare alternative basate sul recupero dell'esistente. Questa passività istituzionale ha di fatto avallato ogni decisione calata dall'alto dalla dirigenza dell'Azienda sanitaria, trasformando gli organi cittadini in semplici spettatori passivi di un progetto costoso e contestato. Cantare vittoria oggi per un atto formale sulla sicurezza del cantiere non cancella gli anni passati tra i container, né giustifica l'ennesima edificazione in un'area che avrebbe meritato una rigenerazione conservativa e un reale potenziamento dei servizi medici sul territorio".









