“La decisione dell’amministrazione comunale di intervenire in maniera cruenta per contrastare la proliferazione dei piccioni in città è l’ennesima dimostrazione di come in otto anni il problema non sia stato preso sul serio nonostante i miei ripetuti interventi. Alcuni mesi fa, per esempio, ho scritto alla Asl Toscana Nord Ovest per segnalare la presenza di piccioni all’interno di un loro appartamento abbandonato nel quartiere della Martana; ho informato per conoscenza sia il Sindaco Persiani che l’assessore Acerbo della situazione. Nessuno, in questi anni, ha fatto nulla per iniziare un percorso di controllo e censimento della popolazione attivando poi tutte quelle azioni non cruente per contrastare la crescita del numero dei piccioni” dichiara la consigliera Bennati. “Lo scorso Febbraio in consiglio comunale abbiamo presentato un emendamento al Regolamento per la tutela degli animali per rendere strutturale l’alimentazione dei piccioni con mangime sterilizzante. Certo non la soluzione assoluta, ma senza dubbio quella che efficacemente ne avrebbe contrastato la crescita incontrollata. Ricordo bene la sua bocciatura da parte della maggioranza e dell’ufficio tecnico comunale che però, oggi, non ritiene oneroso invece spendere 38.000 euro per uccidere i piccioni dopo averli catturati dentro una gabbia” specifica Bennati.
Il Polo Progressista e di Sinistra sin dal Luglio 2023 ha interrogato l’amministrazione comunale per sapere cosa avesse fatto fino a quel momento per fermare la proliferazione dei piccioni. La risposta ieri come oggi è sempre stata la stessa ovvero niente. A distanza di anni l’unica cosa fatta a livello amministrativo è stata mandare il falco in volo al cimitero di Turano che ha però solo spostato il problema altrove. L’amministrazione comunale deve chiarire quale altro atto amministrativo ha prodotto per fermare in maniera non cruenta l’aumento incontrollato della popolazione dei piccioni. Tra l’altro vorremmo capire se ha mai coinvolto la LIPU o qualsiasi altra associazione che si occupa di volatili, per capire in che modo affrontare il problema e nel caso quali suggerimenti ha ricevuto e messo in atto. Abbiamo lavorato, in questi tre anni, con grande impegno su questo tema perché ce lo chiedeva la città senza aver mai trovato ascolto né da parte dell’amministrazione comunale né da parte dell’ufficio ambiente e dei suoi responsabili. Adesso si sceglie di uccidere i piccioni come risposta all’inerzia amministrativa di questi otto anni. Il nostro invito al Sindaco Persiani e all’assessore Acerbo è quello di invitare il settore ambiente a riflettere sulla strada intrapresa per mettere in campo tutte le azioni non cruente possibili partendo però dal censimento della popolazione. L’incapacità ad amministrare la crescita della popolazione dei piccioni non può essere pagato dagli animali attraverso la loro soppressione.









