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Scritto da Redazione
Politica
11 Novembre 2020

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Dai gruppi parlamentari di Lega e Forza Italia sarebbe giunta nelle mani dei rispettivi coordinatori comunali. Nicola Pieruccini e Riccardo Bruschi, un documento che attesterebbe la bocciatura di Luciano Massari come direttore dell’Accademia. Lo riferiscono gli stessi Pieruccini e Bruschi che spiegano: “ Abbiamo letto la relazione del dottor Michele Ametta, dirigente dei Servizi Ispettivi di Finanza Pubblica del Ministero dell'Economia e delle Finanze e il quadro che emerge conferma l'appropriatezza delle nostre denunce dei mesi scorsi e della richiesta a suo tempo presentata di commissariare l'istituto. Innanzitutto, secondo la relazione, lo stesso direttore non avrebbe potuto essere eletto per il triennio 2017-2019 e per quello vigente avendo presentato “una  infedele dichiarazione autocertificata” sui propri titoli. Infatti egli, per dimostrare “di possedere comprovata esperienza professionale” ha affermato di aver diretto l'Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, omettendo di specificare che la nomina era stata annullata dal Tar di Torino. Secondo l'ispettore del ministero, Massari era quindi ineleggibile per “falsità documentali o dichiarative”.

Oltre  che  ineleggibile, sempre secondo il dottor  Ametta, Massari era però anche incandidabile al secondo mandato sulla base del decreto  legislativo 297/94 che esclude dai “concorsi per personale direttivo coloro che abbiano ricevuto una sanzione disciplinare superiore alla censura”. Per l'appunto, secondo quanto riscontrato dall'ispettore ministeriale, Massari è stato “oggetto della sanzione disciplinare superiore alla censura costituita dalla sospensione dal servizio per cinque giorni, con anche una condanna pecuniaria per l’esercizio di attività non autorizzate e in conflitto di interessi con l’Accademia, per un totale di  oltre  trecentomila euro.  Il dottor  Ametta si spinge anche oltre e arriva a sostenere che Massari dovrebbe essere licenziato in quanto, alla scadenza formale della sua prima direzione, il 15 dicembre 2019, avrebbe dovuto tornare in servizio come insegnante, cosa che al 10 gennaio 2020 non risulta aver fatto sulla base di una verifica delle timbrature e senza aver presentato alcuna giustificazione. Il dirigente del ministero ricorda che ai sensi del decreto legislativo 165/2011 “l'assenza priva di valida giustificazione per un numero di giorni, anche non continuativi, superiore a tre nell'arco di un biennio (…) comporta il licenziamento disciplinare”. Infine nella relazione viene ribadito quanto già affermato dal procuratore della Corte dei Conti e già oggetto di sanzione disciplinare del ministero, ovverosia la totale incompatibilità, per conflitto d'interesse, del ruolo di dipendente pubblico e insegnante dell'Accademia con quello di amministratore di una società privata, carica ricoperta dal 2001 al 2016. Insomma, secondo la relazione del dirigente del ministero, Massari era ineleggibile e incandidabile come direttore, incompatibile come dipendente pubblico, ruolo da cui dovrebbe essere comunque licenziato per assenze ingiustificate.”

Pieruccini e Bruschi hanno quindi  sostenuto che, al di là dei procedimenti giudiziari ancora in corso, il documento redatto dall'incaricato del Ministero dell'Economia e delle Finanze possa essere considerato come  una pietra tombale sull'esperienza di Massari come direttore dell'Accademia, carica alla quale era stato nominato dal Miur con riserva, proprio in attesa di ulteriori verifiche sulla sua posizione. “E' del tutto evidente la grave responsabilità del governo Pd-5 stelle – hanno concluso i coordinatori di Lega e Forza Italia -  per aver permesso che una tale situazione rimanesse irrisolta per tutto questo tempo e lo sia ancora oggi, e dell'amministrazione comunale, presente nel consiglio di amministrazione dell'istituto attraverso l'assessore Andrea Raggi, che non ha mai speso una parola volta a chiarire la posizione di Massari, sostenendolo anzi in ogni sua scelta e producendo così grave nocumento all'attività dell'Accademia e alla sua immagine in Italia e nel mondo. Per l'evidente inadeguatezza e incompetenza riteniamo quindi necessarie anche le dimissioni di Raggi.”.

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