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Scritto da Redazione
Politica
29 Dicembre 2022

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Il ritorno dell’ex-Ilva di Taranto sotto il controllo pubblico sembra sempre più un miraggio: il governo Meloni sembra aver infatti reintrodotto lo scudo legale, e lasciato mano libera alla multinazionale, ancora in controllo dell’azienda, ArcelorMittal. Una decisione che ha fatto infuriare parecchi, a Roma e non solo, tra cui la quasi totalità della sinistra extraparlamentare, come il segretario nazionale di Rifondazione Comunista Maurizio Acerbo e il segretario della sezione Massese Nicola Cavazzuti.

Attraverso una nota ufficiale, i due politici di sinistra hanno lanciato un durissimo attacco al governo presieduto da Giorgia Meloni, accusandola di essere “sovranista” solo nei confronti dei migranti poveri che molto spesso muoiono nel Mediterraneo, genuflettendosi invece di fronte alle grandi multinazionali che già hanno smantellato settori economici strategici nazionali.

“Il governo Meloni, invece di assumere il controllo e ripubblicizzare l'ex-Ilva, decide di riempire di soldi la multinazionale ArcelorMittal e di reintrodurre lo scudo legale. Bene hanno fatto Fiom e Usb a Taranto a indire immediatamente uno sciopero per reclamare la ripubblicizzazione. Il governo Meloni è sovranista solo verso i poveri cristi che annegano nel Mediterraneo. Davanti a una multinazionale straniera che sta, tra l'altro, facendo morire la filiera dell'indotto ex-Ilva, il governo si genuflette nonostante le palesi inadempienze. Come sanno i lavoratori della Sanac, che Arcelor Mittal ha mandato in crisi rivolgendosi a fornitori stranieri per acquistare a prezzi più alti materiali di qualità inferiore. Ricordiamo – sottolineano Acerbo e Cavazzuti – che a settembre era stato recepito in parlamento l'ordine del giorno, preparato da Rifondazione Comunista e presentato da deputate di Manifesta-Unione Popolare, che vincolava l'erogazione del finanziamento all'acquisizione del controllo pubblico. La ripubblicizzazione è l'unica strada per la bonifica ambientale e la salvaguardia dell'occupazione nel settore siderurgico. Se i soldi sono pubblici lo sia anche il controllo”.

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