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Scritto da Redazione
Politica
29 Settembre 2026

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Un sistema burocratico rigido che ignora i propri stessi regolamenti e utilizza i difetti dei software di gestione per gravare sulle tasche dei genitori. La segnalazione arriva dall'ex consigliere comunale della giunta De Pasquale in quota Forza Italia,  Lorenzo Lapucci, che ha depositato un'istanza formale e una diffida al Comune di Carrara, svelando una gestione contabile che penalizza sistematicamente le famiglie iscritte ai nidi comunali. Il dossier messo insieme da Lapucci poggia su verifiche dirette ed elementi tecnici inoppugnabili che richiedono un intervento immediato e correttivo da parte della Giunta su due fronti distinti:

  • Il "Bug" informatico sulle allerte meteo, che fa pagare la retta fissa intera anche quando le strutture rimangono sbarrate per ordinanza del Sindaco;
  • L'arroccamento burocratico sull'ISEE "cristallizzato", che impone tariffe basate su indicatori scaduti ignorando il calo dei redditi delle famiglie a inizio anno solare.

"Ho verificato personalmente i documenti contabili per quanto riguarda il primo aspetto – spiega Lapucci – e la quota fissa mensile non è mai stata rimodulata in base alle giornate di chiusura predisposte con ordinanza per cause di forza maggiore, come le allerte meteo o altri eventi eccezionali gestiti dall'Amministrazione. Anche nel mese in corso, durante questi blocchi del servizio, il portale SIMEAL registra i bambini con la lettera 'A' di 'assente', scaricando la mancata frequenza come se fosse una scelta della famiglia". Il bando comunale parla chiaro all'Art. 5: in caso di interruzione per forza maggiore, la quota fissa deve essere calcolata proporzionalmente al periodo di sospensione. "Invece, per colpa di questo corto circuito informatico, il software azzera solo la quota del pasto ma mantiene la quota fissa intera. In questo modo il Comune ha incassato illegittimamente migliaia di euro in tutti questi anni scolastici, non avendo mai applicato l'Articolo 5 del bando a favore degli utenti".

Il secondo e altrettanto grave paradosso riguarda la gestione delle tariffe agevolate. Il Comune di Carrara si rifiuta infatti di accettare i nuovi indicatori in corso di validità e pretende di considerare valido per tutto l'anno scolastico l'ISEE ormai scaduto che era stato preso al momento dell'iscrizione al servizio, congelando la tariffa anche per tutti i mesi dell'anno solare successivo, fino a tutto luglio, data di conclusione del ciclo educativo. "L'ISEE in corso di validità serve per legge a fotografare la reale situazione economica attuale di un nucleo familiare. Ignorare questo aggiornamento rappresenta una precisa scelta politica e amministrativa che va apertamente contro il favore del contribuente. Nemmeno di fronte a una formale richiesta e alla chiara dimostrazione di un ISEE  dimezzato, e quindi di una capacità di pagare completamente diversa, l'Amministrazione ha acconsentito all'adeguamento della tariffa sul nuovo indicatore. Si tratta di un comportamento ingiusto, soprattutto se si considera che diversi comuni limitrofi applicano regolarmente le tariffe aggiornate sui nuovi ISEE a inizio anno solare, proprio per non gravare su chi si trova in difficoltà economica".

Oltretutto, Lapucci evidenzia una palese contraddizione interna al sistema informatico del Comune che unisce l'irragionevolezza burocratica al difetto digitale: "Durante la fase di iscrizione sul portale web, la dicitura predisposta dall'Amministrazione fa esplicitamente riferimento al plurale, chiedendo all'utente il consenso per l'acquisizione diretta dei 'valori ISEE in corso di validità'. È inaccettabile che il modulo parli di valori al plurale, ingenerando il legittimo affidamento sull'aggiornamento dei dati, e poi gli uffici applichino un indicatore scaduto".

Lapucci anticipa e smonta anche la possibile scusa difensiva dell'Ente legata alla presenza dei sostegni pubblici: "La Giunta non provi a nascondersi dietro lo scudo del Bonus INPS o della misura regionale 'Nidi Gratis' sostenendo che tanto le famiglie non pagano di tasca propria. Prima di tutto, il contributo INPS copre solamente in modo parziale il costo del nido mentre la misura regionale copre unicamente le quote fisse e non la quota variabile dei pasti, che rimane interamente a carico delle tasche dei genitori e viene calcolata su tariffe dell'ISEE scaduto. In secondo luogo, i bonus sono soldi pubblici dei contribuenti: se il Comune emette bollette non conformi e non decurta i giorni di allerta meteo, costringe i cittadini a chiedere a INPS e Regione Toscana rimborsi pubblici superiori al dovuto sulla base di calcoli errati. Questo significa che l'Ente, con i propri bug informatici, induce le famiglie a generare flussi di spesa pubblica non conformi, configurando una gestione finanziaria irresponsabile".

"Ho depositato una richiesta richiedendo una verifica d'ufficio per ripristinare la legalità su entrambi i fronti", conclude Lorenzo Lapucci. "In primo luogo, il ricalcolo delle quote fisse mensili per tutti gli iscritti, applicando i dovuti storni proporzionali per ogni singolo mese in cui si sono verificate chiusure della struttura a causa di forza maggiore, come le allerte meteo, risalendo a ritroso dal 2021 a oggi come previsto dai termini di prescrizione. In secondo luogo che l'Amministrazione applichi l'ISEE in corso di validità e non quello scaduto dell'iscrizione, garantendo la reale capacità economica delle famiglie. La Giunta ha il dovere di uscire dal silenzio, ammettere questi vizi di gestione e restituire il dovuto ai cittadini.

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