Sullo sbarco di migranti al porto di Marina di Carrara di lunedì 21 settembre intervengono Michele Novelli e Rossella Lera di Patto per il Nord. Secondo Lera : «È superfluo affermare che i migranti, una volta individuati in mare in situazione di estremo pericolo, debbano essere soccorsi, occorre però avere una visione meno limitata della situazione».Lera afferma che non dobbiamo limitarci ad osservare solo la fase finale relativa all'arrivo in porto, ma porre attenzione sul momento della partenza dei migranti. Un'affermazione che inserisce il dibattito locale all'interno di una questione più ampia: «Sappiamo tutti che chi permette le partenze clandestine sono gli scafisti che lucrano costantemente sulla vita delle persone».«Il traffico di esseri umani» ribadisce Michele Novelli «va fermato alla partenza, con provvedimenti seri e strutturali, non certo con un impossibile e puramente propagandistico blocco navale.Le risorse oggi destinate all'accoglienza in Italia andrebbero piuttosto investite nei paesi di origine, per creare condizioni di vita e di lavoro che rendano meno necessario partire».Tra gli aspetti da tenere in considerazione indicati da Lera c'è inoltre la presenza delle navi umanitarie nelle aree prossime alle acque territoriali: «La presenza ormai costante di imbarcazioni umanitarie al confine con le acque territoriali per molti può essere un incentivo alla partenza clandestina in condizioni precarie».Guardando più attentamente alla situazione del territorio, Lera non si limita a considerare il singolo sbarco odierno (che nel caso di specie prevede l'accompagnamento dei migranti presso altre sedi in Toscana) e coglie l'occasione per spostare il confronto sulla capacità di Carrara di sostenere nel tempo i percorsi di accoglienza e integrazione rispetto a numero di migranti in costante aumento. Le domande poste da Rossella Lera sono dirette: «Il nostro territorio è in grado di offrire una vera accoglienza? Queste persone che entrano clandestinamente in Italia vogliono essere accolte ed integrate o solamente ospitate senza intenzione di impegnarsi nel rispetto delle nostre regole?».Il tema, dunque, non viene ricondotto da Lera esclusivamente al momento dello sbarco. La sua posizione richiama piuttosto la necessità di interrogarsi su cosa avvenga successivamente all'accoglienza: dall'inserimento lavorativo al rispetto delle regole, fino alla capacità delle comunità locali di sostenere percorsi di integrazione effettivi : «Il nostro territorio ha bisogno di rinascere», afferma l'esponente di Patto per il Nord, indicando come priorità «investire in persone che vogliono lavorare per migliorare il posto dove vivono e che credono e rispettano le regole della comunità, che sia di appartenenza o di accoglienza». Conclude Lera : «La strategia è quella di trovare strumenti per riuscire a tenere in equilibrio l'esigenza di garantire la dignità delle persone soccorse con la sicurezza e la tutela del territorio attraverso il rispetto delle regole del paese ospitante».