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Scritto da Redazione
Politica
06 Novembre 2024

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Approvato, durante il consiglio comunale di Massa del 4 novembre, il piano dell’arenile predisposto dall’architetto Fabio Nardini e dal geologo Andrea Piccinini. Prima della presentazione, il sindaco Francesco Persiani ha anticipato che il piano ha dovuto tenere conto dell’erosione costiera causata dal porto di Marina di Carrara a partire dal 1922 e che, di fronte all’ampliamento previsto nel PRP, l’amministrazione chiederà una compensazione di 47,8 milioni di euro, pari al 10 per cento del preventivo delle opere.
Non ci stanno i Paladini apuoversiliesi: “L’idea del sindaco va nella direzione delle imposte pigouviane: secondo il premio Nobel Pigou, quando un’opera può ledere l’ambiente devono essere applicate a priori delle imposte così alte da scoraggiarne la realizzazione. A nostro avviso, comunque, l’importo non sarebbe sufficiente- dichiara la presidente dell’associazione Orietta Colacicco- Ma il punto è un altro: si può valutare la situazione attuale, ma non si può sapere che cosa succederebbe se il porto fosse ampliato, in particolare se fosse prolungato di 450 metri il molo di sopraflutto, cioè la diga foranea o banchina Taliercio, per cui è aperta una procedura di assoggettabilità a valutazione di impatto ambientale, prima ancora che il piano sia approvato”.
Per quanto riguarda la compensazione, prosegue Colacicco, come si può compensare un danno già subito? E perché se ne potrebbe creare uno più grande? “Senza contare che, come è stato richiamato in consiglio, bisogna fare i conti anche con il cambiamento climatico. In 100 anni il fenomeno erosivo è aumentato, è arrivato sino a Forte dei Marmi, ora che cosa si vuole? Che le esondazioni di novembre 2003 diventino una costante?- concludono i Paladini- Il professor Pietro Lunardi, già ministro delle infrastrutture, aveva sottolineato che se si volesse intervenire per salvare il salvabile sarebbe necessario congelare assolutamente qualsiasi ampliamento del porto di Carrara da un lato, dall’altro lavorare su un serio modello fisico idraulico in scala ridotta a fondo mobile, per studiare scientificamente gli interventi realmente necessari per bloccare l’attuale erosione in corso con interventi che potrebbero comprendere parzialmente opere di ripascimento affiancate a soluzioni anche strutturali. Invece viaggiamo al buio, mettendo a rischio non solo le sorti della riviera massese, ma anche di quella di Montignoso, di Forte dei Marmi e oltre”.

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